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Sempre ispirato dal post di Claudio LXXXI voglio presentare una serie di articoli sulla figura dell’intellettuale attivista, vero motore diabolico della creazione del consenso previo e dell’egemonia, spina dorsale del gramscismo (ho letto recentemente che sul letto di morte Gramsci si sarebbe convertito: lo spero e me lo auguro. Ma concordo con Olavo quando immagina che la pena nel purgatorio potrebbe essere quella di dover leggere le proprie opere fino al giudizio universale…). Sono gli “opinion makers”, gli intellettuali militanti…
“Da più di due secoli la casta degli intellettuali attivisti sparge terrore e sofferenza per ogni parte, sempre con la scusa di condurre l’umanità verso un regno di giustizia ugualitaria. Non c’è genocidio, non c’è violenza, non c’è brutalità che non abbia dietro la instancabile creatività di questi vuoti chiacchieroni “illuminati”, il cui più grande talento è quello di gettare gli altri gruppi umani gli uni contro gli altri mentre mantengono occulta la loro propria esistenza di agenti storici principali, di sommi dirigenti del processo e mandanti ultimi di tutti i crimini” (dall’articolo di Olavo allegato)

Oggi è la prima domenica di Quaresima, Gesù va nel deserto per lottare contro il demonio. I primi monaci andavano nel deserto per la stessa ragione. Buona lotta a tutti.

Casta di maledetti

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