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Ricordo che alcuni anni fa, quando iniziai a seguire un gruppo di universitari della Sapienza, proposi come tema dei nostri incontri la verità. Quando fu chiaro che all’esistenza della verità io ci credevo davvero, senza ma e senza se, alcuni sguardi si incrociarono tra il perplesso e il divertito. In alcune vignette affettuose venni addirittura descritto come uno “spacciatore” di verità (lascio a voi il collegamento tra le due parole e il risultato che ne viene!). Con il tempo, sono stato ripagato degli sforzi iniziali e l’esperienza è stato un cammino di amicizia e di fede che, in qualche modo, continua anche oggi. Dico questo perché uno dei punti sui quali ho sempre cercato di insistere era far capire come la ricerca della verità, nello studio e nella professione, è un impegno ascetico, un impegno soprattutto con la propria coscienza, un “atto senza testimoni”, per dirla con Olavo (e aggiungerei con Lonergan che, in ultima analisi, nelle scienze umane soprattutto ma non solo, l’ultima garanzia di oggettività di una ricerca è la moralità del ricercatore). Ma soprattutto, credere che esista la verità è la base per ogni discussione o dialogo, altrimenti tutto si riduce a rapporti di forza. Il credere che la verità non esista (o peggio, che credere che esista una verità sia causa di conflitti, quindi eliminando quella si eliminano questi) unita alla perdita della funzione denotativa del linguaggio, condannano i dibattiti a scambio di “pacchetti” che semplicemente esprimono emozioni e sentimenti o che cercano di “fare effetto” sulla coscienza dell’altro per vincerlo, come una gara o una contesa. Per questo ritengo completamente inutili il 99% delle discussioni che oggi si fanno o nelle quali siamo invitati a entrare; per questo ritengo inutile guardare le “trasmissioni di confronto di opinioni”, se non per studiare l’avanzare della neolingua e il progresso della Nuova Mentalità, nella sempre più faticosa ricerca di aiutare ed educare a delle forme di resistenza e di vaccino. E’ dura. Ma io non mollo.
Due articoli di Olavo su questo argomento.

Un bel pretesto per ignorare la veritàTotalitarismo scettico

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