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Il blog di Berlicche, inutile dirlo, è come il tesoro dello scriba del Vangelo. Vi possiamo trovare cose vecchie (intramontabili) e cose nuove (sane). Ma c’è anche un altro aspetto preziosissimo che non può sfuggire ai suoi lettori più attenti e avveduti, che rende il suo blog sopraffino anche in un aspetto altrimenti molesto: i suoi inimitabili, meravigliosi, didatticamente insostituibili TROLL. Ce ne sono di tutti i gusti e coprono tutta la gamma di quella che abbiamo definito psicosi rivoluzionaria. Grazie a molti articoli di Olavo (il quale, tra l’altro, pure ha una collezione di troll quasi unica) ho pensato di rendere ancora più appetibile la lettura dei loro fantastici post. Qualche intingolo “teorico” renderà ancora più gustose le loro elucubrazioni.

“Un cartesianesimo da quattro soldi ha inoculato in certi circoli della nostra società il culto del dubbio, venerato come suprema virtù filosofica. Ma ciò che differenzia la insicurezza impertinente dall’autentico senso critico è che questo sa quando fermarsi, e l’altra invece continua a dubitare anche dove non c’è più nulla da chiedere. Il limite è dato dal senso di evidenza, senza il quale ogni richiesta di prove è un giochino futile o un’inquietudine patologica: se uno è incapace di distinguere il certo dal dubbioso, per quale altra ragione coltiva il dubbio se non è per diletto o per compulsione?”

[l’articolo completo qui sotto]
Pirrone e Savonarola

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