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AGGIORNAMENTO (20/3) Sul film Katyn, cfr anche la rassegna stampa a cura del Centro Culturale di Lugano.

Leggendo l’interessante post da AnnaV sul film di Waida, “Katyn”, mi colpiva l’ostracismo che il regista polacco denunciava esserci contro il suo film, tra l’altro con un tentativo di comprare tutti i diritti per farlo poi scomparire dalla circolazione. Nel nostro piccolo, ricordo una conversazione che, in un convegno organizzato dal mio compianto maestro di cinema Nazareno Taddei sj, avemmo con R.Martinelli all’epoca del film “Porzus” (a proposito: quanti di voi lo hanno visto?), che raccontava l’eccidio della brigata partigiana italiana Osoppo da parte dei partigiani italiani comunisti agli ordini dei titini. Anche in quell’occasione ci rivelò che non riusciva a trovare una buona distribuzione del film per “motivazioni politiche”. Tutto questo mi è tornato in mente quando alcuni giorni fa, conversando un giovanissimo scout portoghese, alla mia domanda su quale fosse il film che avesse visto più volte mi ha risposto: An Inconvenient Truth. La mia risata deve averlo sconvolto. Ripreso il fiato, mi sono limitato a porgli questa domanda: Ma secondo te, un film che dovrebbe essere scomodo, raccontare una verità sconveniente, con l’autore che potrebbe essere addirittura in pericolo nel divulgarla… vince Oscar, premi Nobel, sta sulle pagine di tutti i giornali del mondo…?? Racconta una verità sconveniente oppure quella che si vuole che venga divulgata? L’ho lasciato lì, con la bocca aperta: segno che ancora qualche neurone funzionava. Pensando a Waida, quali verità sono davvero sconvenienti, per chi lo sono, e che davvero non si possono dire? Perché tutti coloro che si sono buttati a pesce su Al Gore come nuovo messia (prima dell’attuale Nuovo Messia, chiaro! ma di questo più avanti…) tracannando il verbo di quelle balle, non si sono fatti la banale, semplice domanda che ho posto al giovane scout? C’è un blocco mentale, la “proibizione di farsi domande”. Ci ritorneremo.

“Il paradosso più scioccante dell’ideologia scientifica attuale è la sua capacità di fondere, a volte in uno stesso paragrafo, il prestigio intellettuale delle precauzioni metodologiche popperiane che affermano l’inesistenza di verità scientifiche definitive, con l’appello alla prostrazione generale davanti all’autorità indubitabile di queste stesse verità.” [leggi tutto l’articolo di Olavo sul film di Al Gore e non solo]
Scienza o pagliacciata

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