Tag

, , , , ,

Uno dei miei vezzi preferiti data dal lontano 1997, anno in cui in Brasile, in un primo pomeriggio di inizio estate (di quella parte dell’emisfero), ho iniziato a leggere Olavo de Carvalho sul Jornal do Brasil. Qual è? Rispondere, alle persone che vengono a informarmi, come cosa incredibile e inaspettata, circa una “rivelazione” di politica internazionale che risulta essere completamente differente a come l’avevano saputa fino a quel momento, rispondere, dicevo, “Lo sapevo già”. Oppure, una variante del vezzo è sentirsi dire, dopo essere stato trattato di matto o paranoico, “ehi, avevi ragione…”. Il primo caso mi succede su B. Hussein Obama, alle persone che, piano piano, si stanno accorgendo, non solo dell’inconsistenza, ma della pericolosità del soggetto. “Lo sapevo” è comprovato dagli articoli di Olavo (il quale, oltre che filosofo è analista politico e segue in modo particolare la politica USA): con enorme anticipo, aveva già avvisato su chi fosse in realtà il nostro B.Hussein Obama (poiché questi articoli sono anche in inglese, rimando direttamente al sito ufficiale; nella sezione inglese a sx gli articoli più vecchi; nella colonna di dx quelli più recenti). Un caso del secondo genere è su Chavez. Quando ancora TUTTI (tranne la padrona del blog OggiSiamoSeri probabilmente) vedevano in Chavez un simpatico pazzerellone che le cantava chiaro agli USA, io avvertivo che era pazzo, sì, ma lucido integrante di quella psicosi collettiva che era il Foro de São Paulo. Da un po’ di tempo mi arrivano telefonate di amici con la fatidica frase di cui sopra.
Questo per dire che, spigolando nel sito di Heitor de Paola, ho trovato alcune notizie interessanti. La prima, che Teheran sta aumentando la sua attività in America Latina e ha aperto negli ultimi 5 anni 6 nuove ambasciate in Sud America (vogliamo indovinare i paesi?) e sponsorizza attività eversive; Hezbollah ha contatti con le FARC; inoltre, si parla ancora degli stretti rapporti tra Chavez e la Russia. La seconda, i rapporti sempre più stretti tra Bolivia e Russia (la Bolivia è uno dei quindici integranti del Foro che sono al governo, ricordiamolo). Vi stupirete del rapporto tra fondamentalismo islamico e comunismo internazionale, vero?
Scriveva più di cinque anni fa, Olavo:
Sottocultura parassitaria della cultura occidentale moderna, il marxismo non è capace di sostituirla, ma è capace di indebolirla e portarla alla morte. Il parassita, però, non può sussistere fuori del corpo che sfrutta, e la debolezza dell’organismo ospitante dà margine all’ascensione di una altra cultura concorrente, quella islamica — questa sì cultura in senso pieno — alla cui lotta anti-occidentale il marxismo finisce per servire di forza ausiliaria in quanto cerca di servirsene per i suoi scopi. L’adesione all’Islam di importanti pensatori marxisti come Roger Garaudy e la “alleanza anti-imperialista” di comunisti e mussulmani sono simboli di un processo molto più complesso di assorbimento del marxismo, che alcuni teorici islamici descrivono così: la lotta per il socialismo è la tappa iniziale e inferiore di un processo rivoluzionario più vasto che aggiungerà alla”liberazione materiale” dei poveri la loro “liberazione spirituale” attraverso la conversione mondiale all’Islam. Al contempo, i marxisti credono di dirigere il processo e servirsi della ribellione islamica come in altre epoche utilizzarono vari movimenti nazionalisti, soffocandoli in seguito. Se i marxisti saranno le truppe di attacco della rivoluzione islamica, o i mussulmani la punta della lancia del movimento comunista, ecco la questione più importante per chi desiderasse sapere dove andrà il mondo nei prossimi decenni.

Tutto l’articolo di Olavo Differenze specifiche

Annunci