Tag

, , ,

Per capire alcuni processi nella nostra vita, che avvenivano mentre alcuni di noi facevano manifestazioni per il Vietnam o guardavano Jeeg Robot; processi del passato e conseguenze presenti, ho trovato assai utile questa conferenza di Bezmenov. Vediamone alcuni elementi. Ricordiamo che Bezmenov sta parlando nel 1983. Le persone sveglie, credo, potranno già fare dei collegamenti interessanti…

[Questa è una sintesi, non completa ma solo di cosa mi interessa, della conferenza di Bezmenov a Los Angeles nel 1983, in modo particolare della
parte III.1 e della parte III.2

Già Sun Tzu (2500 a.C.), nel suo famoso L’arte della guerra, proponeva la sovversione come arma. Il modo più efficiente per conquistare un paese è arrivare alla vittoria senza alcun combattimento. Come? Sovvertendo tutto quanto è un valore nel paese del tuo nemico. Quando la percezione della realtà del tuo nemico sarà così invertita da non percepirti più come tale, e il tuo sistema, la tua civiltà e le tue ambizioni gli appariranno se non desiderabili almeno più fattibili (chi si ricorda il famoso Better red than dead, “meglio rosso che morto”), avrai raggiunto lo scopo di dominarlo completamente, senza sparare neanche un colpo. Questa è basicamente la vera sovversione, l’obiettivo da raggiungere insegnato in tutte le scuole del KGB, dice Bezmenov, e in tutte le accademie militari sovietiche. In cosa consiste basicamente la sovversione? In un processo di quattro tappe. Il primo è la de-moralizzazione. Per de-moralizzare una società ci vogliono dai quindici ai venti anni. E qui Bezmenov dice una delle cose più raccapriccianti: perché questo tempo? Perché è il tempo necessario per educare una generazione di studenti o di bambini. Una generazione. È il tempo necessario di studio per formare una mentalità, una personalità. Cosa prevede questo periodo? Influenzare varie aree, attraverso infiltrazione, metodi di propaganda, contatti diretti etc., nelle quali si forma o si modella l’opinione pubblica: religione, sistema educativo, vita sociale, amministrazione, sistemi legali di controllo, ambienti militari, relazioni datori di lavoro-lavoratori (economia), etc. Ma tutto questo era influenza diretta sovietica? Bezmenov risponde: non necessariamente. Perché la sovversione è come un’arte marziale: come questa sfrutta l’energia cinetica dell’avversario molto più forte per sconfiggerlo, così la sovversione altro non fa che spingere e favorire quelle inclinazioni basilari dell’uomo che solo secoli di educazione morale e di civiltà avevano incanalato e posto sotto il controllo della ragione e dei valori. Se il paese-obiettivo della sovversione è un paese libero e democratico, ci saranno senz’altro dei movimenti vari e differenti all’interno della società. Ci saranno anche persone contro la società: criminali comuni, persone in disaccordo ideologico contro la politica dello Stato, nemici incoscienti, semplici psicopatici che sono contro tutto… e il piccolo gruppo di agenti della sovversione di quel paese-obiettivo: comprati, sovvertiti, reclutati. Nel momento in cui tutti questi movimenti saranno indirizzati verso la stessa direzione, allora si dovrà soltanto favorire la continuazione di quel movimento e alimentarlo, fintanto che quella società arriverà al collasso, alla crisi. In ogni società ci sono persone che vanno contro i principi e i valori morali basilari. Andare loro incontro, capitalizzarli, è il principale obiettivo dell’agente della sovversione.
[continua]

Annunci