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Dunque, negli ultimi due post Bezmenov ci ha informati sul processo di de-moralizzazione messo in moto nelle società occidentali dalla propaganda sovietica negli anni scorsi. E’ come se fosse stata messa in moto una valanga che ci sta sommergendo: solo che le persone che ne sono travolte non se ne rendono conto; anzi, il rotolare rovinosamente a valle è preso come un neutrale, progressivo, e quindi ottimo, decorrere delle cose. E quello che colpisce ancora di più è che, nonostante si possa mostrare, provare… pare che non serva a nulla. Il cervello non obbedisce più. E’ prigioniero della “immaginazione” abilmente deformata da sofisticate tecniche psicologiche di propaganda(come vedremo in un altro video di Bezmenov) sviluppate 50-60 anni fa in URSS. Questi si muovevano e noi non ce ne accorgevamo. Adesso vediamo gli effetti e non siamo capaci di risalire alle cause. Facciamo una pausa con un testo ad hoc di Olavo de Carvalho.

Il cittadino comune, ignorando le correnti storiche che generarono questo stato di cose, resta attonito davanti alla degradazione generale e dà molto più credito ai discorsi d’accusa rivoluzionaria, senza sospettare che vengono dalla stessa fonte degli orrori che lo tormentano. La mentalità volgare, incapace di spiegare le condotte umane se non con i motivi che si applicherebbero a se stessa — ipocrisia, ricerca di vantaggi materiali, compulsione nevrotica, etc.,—, diventa facile preda della manovra rivoluzionaria proprio perché non può rendersi conto delle tenebrose complessità dell’anima gnostica
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 troppo ovvio

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