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L’unica soluzione per invertire il corso di cose nel quale ci hanno fatto precipitare questi assassini è quello di un inesausto lavoro culturale e di fede. Soprattutto la fede, dice Bezmenov, è la soluzione, al contempo, più facile e più difficile per reagire al provesso sovversivo. Il resto è fuffa. E ridano pure, di questa soluzione proposta, gli imbecilli collettivi, mentre allegramente in gregge precipitano nell’abisso: mors depascet eos (Sal 48,15 Vg).
Ovvia, quando ci vuole ci vuole!
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Nelle ultime parti della lezione, Bezmenov spiega quali siano le “contromosse” da applicare nei vari momenti del processo di sovversione. Più il paese è caduto nelle fasi avanzate del processo, più il tornare indietro è difficile senza operazioni militari o di covered operations nelle ultime due fasi. Ma ciò che colpisce è il lavoro eminentemente culturale necessario per invertire la fase della destabilizzazione e della de-moralizzazione. Solo una società ben salda nelle proprie tradizioni e valori poteva rendersi impermeabile ad azioni di sovversione. Quello che mi colpiva in questa lezione è quella che Bezmenov indica come la soluzione più semplice e più difficile, al contempo, per contrastare la sovversione (tenetevi!): riportare la società verso la religione, verso qualcosa che non puoi vedere, toccare, vestire, ma che governa la società e la fa muovere e la preserva. La religione come fondamento della pace e delle condizioni di salute di una società. Bezmenov cita lo studio di uno scienziato sovietico, Shafarevic, (The Socialist Phenomen: si può trovare in internet) sulla storia dei paesi che lui definisce “socialisti o comunisti”, ossia ogni paese con una economia centralizzata e una struttura di potere piramidale. Egli fa notare che civiltà come Mohenjo-Daro, nelle regioni lungo l’Hindu, oppure come gli Egiziani, i Maya o gli Incas, oppure i Babilonesi, collassarono e scomparvero nel momento in cui persero la religione, si disintegrarono.
E così conclude:
Le idee muovono la società, ne mantengono l’unità e la mantengono come una società di esseri umani; computers, tecnologie, etc., non impediscono che la società si disintegri e forse scompaia. Avete mai conosciuto qualcuno disposto a sacrificare la sua vita, la sua libertà, per una verità come 2+2 = 4? Eppure è vero! Non ho mai conosciuto una persona che dicesse: 2+2=4 e sono pronto a morire per difendere questa verità : sparatemi! Però milioni lo hanno fatto, disposti a perdere tutto e perfino la vita per cose come Dio, Gesù Cristo. Se facciamo di 2+2=4 lo scopo della nostra esistenza, muoriamo: anche se questo è vero e l’altro non lo possiamo dimostrare, ma solo sentire e avere fede. Così, la soluzione per la sovversione ideologica, stranamente, è molto semplice. Non c’è bisogno di armi, di missili sul Quartier Generale di Andropov, è solo vivere la propria fede ed evitare la sovversione. In altre parole, non esserne vittima, non essere la persona che nel judo sta tentando di distruggere l’avversario ed è preso per la mano e guidato a schiantarsi contro la parete. Non colpire con la forza, ma con il potere dello spirito e della superiorità morale. Se non hai questo potere, è l’ora di svilupparlo. È l’unica soluzione.

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