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Da dove viene questa ossessione per il corpo, inteso come “proprietà”, come diritto, come unico limite assoluto di tutto il proprio destino? Una volta tolto qualsiasi riferimento alla trascendenza, all’uomo non resta che un immaginario atrofizzato che non ha altro luogo dove aggrapparsi se non al proprio corpo. Con gli esiti che vediamo.

Ciò che separa dall’umanità normale gli abortisti, i gaysti, i globalisti, i marxisti, i liberali materialisti e le altre creature affettate dalla mentalità rivoluzionaria non è una questione di opinione o di credenza: è una differenza più profonda, di ordine immaginativo e affettivo. Aristotele già insegnava – e l’esperienza di ventiquattro secoli non cessa di confermare – che l’intelligenza umana non forma concetti direttamente dagli oggetti della percezione sensibile, ma dalle forme conservate nella memoria e alterate dall’immaginazione. Ciò significa che quello che sfugge ai limiti del tuo immaginario sarà, per te, perfettamente inesistente. [..]
Quelle potenze dell’essere umano che appaiono soltanto quando egli viene confrontato dalla dimensione dell’infinito e dell’eternità diventano assolutamente inaccessibili e passano ad essere spiegate come “credenze culturali” di epoche estinte, con la connotazione del ritardo e della barbarie. Da questo fatto, inoltre, viene che le più odiose realizzazioni della società tecnologica, come la guerra totale e il genocidio, debbano essere spiegate, in modo invertito e totalmente irrazionale, come residui di epoche incivili invece di creazioni originali e tipiche della nuova cultura. Il “formatore di opinione” dei nostri giorni è incapace di percepire la differenza specifica tra il totalitarismo moderno e le forme incomparabilmente più deboli di tirannia e oppressione conosciute nell’antichità e nel Medio evo. Per lui, il Gulag e Auschwitz sono la stessa cosa della Inquisizione. Quando gli dimostriamo che le forme estreme di controllo totalitario della condotta individuale erano perfettamente sconosciute ovunque prima del XIX secolo, egli sente quel malessere di chi vede il terreno aprirsi sotto i suoi piedi. Allora cambia discorso immediatamente o ci maledice come fanatici fondamentalisti.(OLavo de Carvalho)

(leggi il primo dei due articoli di Olavo a rispetto)
Illusione corporalista1

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