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Il secondo articolo di Olavo che conclude il precedente.

“La riduzione del campo dell’esperienza umana alle dimensioni manipolabili dalla scienza e dalla tecnologia è totalmente incompatibile con la struttura della realtà, dove l’esistenza dell’infinito, dell’eternità e dell’inconoscibile non è, in alcuna maniera, una situazione provvisoria che “l’avanzare della scienza” possa superare domani o dopo, ma un dato positivo permanente, che una volta soppresso può solo dare come risultato deformazioni psicotiche e infantilismi grotteschi, che è quello di prendere la mera speranza di prove scientifiche future come prova valida adesso e incontestabile. Ma l’infantilismo epidemico degli intellettuali materialisti arriva proprio al colmo nell’istante in cui il dr. Richard Dawkins, rigettando come barbare le dottrine tradizionali delle religioni – e insieme con esse, l’intera tradizione filosofica da Socrate e a Leibniz – spiega l’origine della vita come un possibile intervento di … dèi astronauti”. (Olavo de Carvalho)
Illusione corporalista2

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