Resurrezione (sec. XIII)

Colui che dà vita a tutto scese e si bagnò nello Sheol, il mare morto,
e conferì una potenza di vitalità alle morte acque.
Con una gentile brezza, egli fece riavere coloro che erano senza sensi;
e migliaia di morti iniziarono a procedere all’incontro nuovo della vita.
Con una silenziosa vibrazione, il potente chiamò l’insaziabile Morte;
e il terrore la investì a causa della notizia della restituzione dei morti.
“Dammi i figli di Adamo prigionieri che il maligno ti dette!
Hai schiavizzato abbastanza i figli nati-liberi sotto il tuo giogo crudele”.
La Morte tiranna tremò e svenne al suono delle sue parole:
e, sebbene malvolentieri, tirò fuori dalla prigionia gli uomini per incontrarlo.
I prigionieri uscirono dal dentro dell’antro senza vita
e [Egli] proclamò la speranza della resurrezione dei morti ai senza speranza.
(Narsai di Edessa, Memra sulla Resurrezione)

Mar Narsai è un grande poeta e teologo siro-orientale. Nato vicino alla odierna Mossoul agli inizi del V secolo, è uno dei più venerati santi e teologi della Chiesa Assira e Caldea. E’ stato il “protagonista” della mia tesi di dottorato: un doveroso e affettuoso omaggio in ricordo degli anni che ho passato a cercare di entrare nella sua vita e nel suo cuore.

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