Tag

,

(Quello nella foto è Bernard Lonergan)

Avevo letto, e mi ero diligentemente ricopiato su un quaderno “speciale”, questo brano quasi vent’anni fa. G.Longhaye fu professore di L. de Grandmaison, ed entrambi sono due giganti nella storia della culturale della Compagnia di Gesù. Questo testo mi aveva molto colpito e, in un certo senso, avendolo sentito come valido anche per me, ne avevo fatto una specie di “regola di vita” per i miei studi. L’ho riletto in un articolo in questi giorni. Lo vorrei dedicare ai miei studenti e più giovani amici

Dal Testamento Spirituale di P. Georges Longhaye SJ (1839-1920) a p. Léonce de Grandmaison SJ (1868-1927)

Per quanto riguarda il fondamento delle cose e i temi da studiare, prima di tutto, lascia fare alla Compagnia, quindi opera in accordo con essa, con gli occhi rivolti al supremo oggetto che è Gesù Cristo. Lì vi è il tutto di tutto – ma lo sapevi anche prima che lo dicessi –, e la mia lezione preferita è caduta in una terra già seminata e feconda. Questa lezione la ripeterai ad altri: però, su tutto, la porterai a compimento su te stesso. Se questo testamento avesse – poiché non la ha – forza per obbligare, io ti comanderei una cosa, una cosa sola: cercare in ogni oggetto di studio Gesù Cristo, il mezzo più diretto ma sempre esistente di fare di tutta la conoscenza acquisita una testimonianza a favore di Gesù Cristo. Tutto il resto è curiosità più o meno vana, perché è più o meno incompleta o riciclata. E se Dio ti darà ancora quaranta o cinquanta anni di vigore intellettuale, non sarà mai troppo poco per studiare lo stesso Gesù Cristo e la relazione di tutte le cose, divine e umane, con Gesù Cristo […].
Questo è il mio secondo desiderio, il mio desiderio supremo. Ama Gesù Cristo, fratello mio Léonce; sii appassionato ogni giorno di più della Sua adorabile Persona fino all’ultimo respiro. Studia, scruta, ricerca, spiega senza posa per te stesso e per gli altri le Sue insondabili ricchezze; fissalo con ostinazione fino a saperlo a memoria; meglio ancora, fino ad assimilarti a Lui, ad assorbirti in Lui. Che Egli sia davvero e sempre più e più il centro dei tuoi pensieri, il nodo centrale delle tue conoscenze, il tema pratico dei tuoi studi, siano quello che siano. Fa’ di Lui l’oggetto moralmente unico, l’argomento sovrano, l’arma trionfale del tuo apostolato. Professore, predicatore, scrittore, missionario o che so io… abbi, se Dio vorrà, e solo per la Sua gloria, una fama ampia e nobile: ma, oscuro o celebre, occupato nei ministeri più grandi o in quelli più umili, che almeno tu sia conosciuto nella tua sfera di azione come uomo pieno e posseduto da Gesù Cristo, come l’uomo che in modo opportuno e importuno – se solo fosse possibile – parla senza posa di Gesù Cristo e lo fa dall’abbondanza del cuore. […] Gesù Cristo meditato, Gesù Cristo conosciuto, Gesù Cristo amato con passione sempre crescente e conseguente con sé stessa: qui c’è tutto per te…

(cit in B. SESBOÜÉ, «Ignatian Spirituality and Theology», Review of Ignatian Spirituality, XXXVIII 2/2007, 29s.)

Annunci