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finalmente

Ieri sera sono andato a letto “incupito” (leggendo qui; oggi ho trovato questo in italiano; per chi sa il tedesco lo spettacolo va in onda qui). Un vescovo che dice queste cose, una volta, si chiamava con un termine preciso. Propongo come antidoto, due vescovi veri, con i neuroni. L’omelia del card. Biffi (e uno) sul grande Anselmo di Aosta (e due!). Dice Biffi che Anselmo oggi, tra le tante, ci offre tre lezioni:

Prima lezione: è indispensabile che non vi sfuggano mai le vere dimensioni dell’esistente. Il mondo non si esaurisce in ciò che vediamo e , soprattutto, in come lo vediamo andare. Dice il Cardinal Biffi: “Per chi sa mantenere vivace e pungente nella sua consapevolezza l’idea del mondo invisibile, diventa naturale un abituale atteggiamento di ascolto: ascolto della divina Rivelazione su quanto sta di là dalla ridda di ombre, di figure, di casi fortuiti, di aberrazioni, nella quale siamo immersi; e, più ampiamente, ascolto di ciò che ci viene detto in vari modi dallo Spirito Santo, che è l’attore nascosto ma primario della nostra storia più vera”. E poi

Quando ci prende, come può capitare, la depressione e lo scoraggiamento alla vista di ciò che avviene sotto il cielo, dentro e fuori la cristianità, il rimedio più decisivo davanti a tale spettacolo deludente sta proprio nel ripensare all’effettiva estensione dell’universo, che comprende appunto il mondo invisibile; quel mondo invisibile che è già vittorioso sul male ed è già nostro; quel mondo invisibile che è colmo ed esuberante di una sovrumana energia da cui (anche quando non ce ne accorgiamo) viene senza soste investita la terra.

Seconda lezione: ci ricorda il perfetto accordo tra fede e ragione. Nella sua patologica “coazione ad invertire”, la mentalità rivoluzionaria attuale accusa la fede di rendere inutile la ragione, e il preteso vero uso della ragione renderebbe del tutto superflua la fede. Salvo poi rimanere impantanati in un irragionevole relativismo e usare magari l’ipotesi ad hoc dei marziani per spiegare la vita (come fa Dawkins). Questa sfiducia nella ragione farebbe inorridire Anselmo, dice Biffi, e aggiunge:

Quando si tratta delle questioni che contano – sulla nostra origine, sulla sorte ultima dell’uomo, su una qualche persuasiva ragione del nostro esistere – le certezze oggi vengono addirittura irrise e persino colpevolizzate. Le domande più serie, quando non sono censurate sul nascere dalle varie ideologie dominanti, sono consentite solo come premessa e impulso alla proliferazione dei dubbi. Ma così si estingue nell’uomo ogni necessaria fiducia: come possiamo rassegnarci ad aggrappare la nostra unica vita ai punti interrogativi che non hanno risposta?.

Terza lezione: …non perdete mai di vista… la funzione primaria e insostituibile della sede di Pietro. Soprattutto adesso che il Papa sta subendo una serie di attacchi perfidi, vili e abilmente coordinati e diretti, come mai si è visto nella storia (da fuori e, ahimè, da dentro), non si deve dimenticare l’insostituibile ruolo del ministero petrino, …la sede apostolica è sempre il normale punto di riferimento e l’ultimo insindacabile giudizio per ogni problema che riguarda la verità rivelata, la disciplina ecclesiale, l’indirizzo pastorale da scegliere. E termina con queste parole stupende: Oggi ancora [Anselmo] è una figura e una personalità davvero attuale. Sicché ci viene spontaneo contare sulla sua intercessione presso Dio a favore di questi nostri tempi; di questi nostri tempi che così spesso sono costretti ad ascoltare dai più diversi pulpiti la voce baldanzosa dei molti profeti del niente e i discorsi dei compiaciuti assertori di un destino umano senza plausibilità, senza significato, senza speranza.

Qui l’omelia da leggere e meditare. Che lo Spirito ci doni ancora pastori come Anselmo di Aosta e il Card. Biffi, in abbondanza.

Omelia Biffi su Anselmo di Aosta

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