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Olavo de Carvalho ha recentemente pubblicato una serie di cinque articoli dal titolo “Brasil-Mentira” (Brasile menzogna) che sono di grande interesse per chi si interessa del fenomeno della mente rivoluzionaria. Sebbene partano dalla situazione di quel paese, il loro nucleo è in realtà una lettura delle conseguenze che la mentalità rivoluzionaria ha provocato e provoca in chi ne è affetto. La situazione del Brasile è qui paradigmatica. Come spesso ripeto, è assai fruttuoso studiare le analisi di Olavo anche quando trattano di una realtà che a noi può sembrare lontana e di scarso interesse: prima di tutto perché lo studio della mente rivoluzionaria è in fieri e ogni articolo aggiunge qualcosa; secondo, perché quello che accade in Brasile è quello che poteva già essere accaduto qua e che, piano piano, stanno lavorando per impiantare anche da noi. Non ci rendiamo conto a sufficienza di quanto sia vitale essere consapevoli di queste dinamiche e di questa vera e propria patologia.
A questo riguardo segnalo la splendida serie dei post settimanali dell’Oste della Osteria volante sulla mentalità rivoluzionaria. Con la forma letteraria del racconto sta proponendo una meravigliosa sintesi degli studi di Olavo (che qui presentiamo nei testi stessi), assai utile per introdursi nella questione.

Il fattore che maggiormente ha contribuito a tutto questo è stato sicuramente l’impossessarsi dei mezzi di comunicazione, del sistema educativo, delle istituzioni culturali e degli alti posti della politica da parte di una generazione marcata dal sentimento di vittimizzazione, accompagnato, inevitabilmente, dalla credenza nella propria bontà intrinseca e nel rifiuto completo, radicale, assoluto, di affrontare i suoi supposti nemici come soggetti umani portatori di una coscienza morale, capaci di dare ragione dei propri atti e meritevoli di un confronto giusto. Il sentimento della propria impeccabilità essenziale, che oggi è disseminato in tutte le classi che fanno opinione in questo paese, predispone a un discorsi di accusa indignata che copre i più ovvi peccati propri sotto l’impressione – artificiosamente ripetuta al punto di diventare una corazza invulnerabile – di stare sempre parlando in nome di valori sublimi soffocati dal mondo cattivo, quanto, in verità, quello che fa diventare il mondo cattivo è soprattutto il numero eccessivo di persone imbottite di questo stesso sentimento

Falso amore alla giustizia

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