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AGGIORNAMENTO 10 maggio
Non ho neanche voglia di commentare, rimando a quanto già ho detto altre volte. B.Hussein Obama sta smantellando gli USA, proseguendo con rigida coerenza il suo compito.

Mi interessa il caso di B. Hussein Obama. Mi interessa perché, oltre al fatto che gli USA ci riguardano sempre, esso è paradigmatico non solo del fenomeno della mentalità rivoluzionaria, ma perché è come una summa dei peggiori incubi di qualsiasi scrittore di fantapolitica. E’ così assurdo che sia stato eletto Presidente degli USA che… che tutto quello che si osserva verrebbe la voglia di dire che non può essere vero proprio perché assurdo, impossibile. E invece questo è proprio la base su cui viene coscientemente giocata la partita. Davanti all’assurdo si resta bloccati e la forma di difesa più economica è semplicemente negare l’assurdo, negare qualsiasi possibiltà che sia invece vero. E con questo realizzano quello che mai ci si aspetterebbe. Tutto indica che B. Hussein Obama stia lavorando secondo le direttive del gruppo Soros, Bildenberg etc.? No, troppo assurdo, questo è complottismo. Tutto indica che B. Hussein Obama stia consegnando il paese ai suoi nemici di sempre? No, troppo assurdo, quindi non può essere vero. Ok, oggi vorrei segnalare un incredibilmente lucido e spietato articolo che mi ha fortemente consolato. Primo perché viene dalla Pontificia Accademia di Scienze sociali, insomma: nella Chiesa ancora non tutti hanno cambiato Messia. Secondo, perché dice delle cose che la trentina di lettori quotidiani del presente blog, avranno già letto o saputo…

SPIGOLANDO QUA E LA’

Altre notiziuole del nostro, queste in inglese. Una sintesi degli agghiaccianti (con tutto il rispetto per l’Osservatore Romano) primi cento giorni di B. Hussein Obama.

Il primo giovedì di Maggio, dal 1952, si osserva il giorno nazionale della preghiera (ricordiamo che gli USA sono nati come paese cristiano, in cui la separazione tra religione e Stato non è stata fatta per perseguire la religione come da noi, figli dei francesi, ma al contrario per impedire che lo Stato metta il naso nella libertà di fede). Ebbene, B. Hussein Obama lo farà “privatamente”, distanziandosi pubblicamente, di fatto, da un radicato sentimento nazionale, così importante nell’identità americana. Yes, he wants to change America!

Decisivo, e un fattore che dovrebbe far riflettere, è l’appoggio della grande “media”, che ha coperto tutto il copribile di B.Hussein Obama in campagna elettorale e che nei primi cento giorni ha riservato un trattamento che mai i suoi predecessori, nemmeno Clinton!, avevamo mai avuto.

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