Tag

, , , , , , , ,

16102005G00006

In Brasile c“e un simpatico detto: mãe é mãe no mundo todo: muda só o endereço. Si dice che le mamme siano uguali dappertutto, cambia solo l´indirizzo di dove abitano. Leggendo l´utimo articolo di Olavo mi è sovvenuto questo proverbio a rispetto dei comunisti. Non che siano uguali alle mamme! Ma che siano uguali loro dappertutto, con lo stesso schema, la stessa patologia mentale, lo stesso desiderio di distruggere. Leggete questo bell´articolo di Olavo e meditatelo bene. Non ci fornisce delle chiavi di lettura per intendere qualcosa anche della nostra situazione?

La borghesia indifesa

Olavo de Carvalho
Diário do Comércio, 17 de agosto de 2009

http://www.olavodecarvalho.org/semana/090817dc.html

 

Chiunque, più di dieci anni fa,  avesse studiato con attenzione gli atti del Foro de São Paulo e li avesse confrontati con le azioni dei suoi membri sparsi per una paio di dozzine di paesi sarebbe arrivato fatalmente, come io stesso arrivai, alle conclusioni seguenti:

1. Il Foro era un componente vitale nello schema del terrorismo e del traffico di droga internazionali (non solo latino-americani).

2. Creazione quasi esclusivamente brasiliana, il Foro aveva in Brasile il suo centro di comando strategico e in altri paesi membri le sue avanguardie con il compito di azioni tattiche più immediate e spettacolari.

3. Questo era sufficiente per dimostrare che l´apparente distinzione tra una “sinistra rivoluzionaria” e una “sinistra democratica”, personificate rispettivamente da Hugo Chávez e Lula, non era altro che un camuffamento calcolato per nascondere l´unità strategica dell´insieme.

4. Nel quadro del Foro, la collaborazione della sinistra con organizzazioni di delinquenti, che già si stava preparando dagli anni Settanta (cfr. il mio libro del 1993, A Nova Era e a Revolução Cultural, Apêndice I, disponibile gratuitamente adesso in http://www.olavodecarvalho.org/livros/neesquerdas.htm), ha subito un formidabile upgrade, permettendo che le FARC diventassero le signore assolute del narcotraffico nel continente e coloro che controllano le varie organizzazioni criminali minori, come il PCC (Primeiro Comando da Capital, una associazione criminale nata all´interno delle prigioni di São Paulo agli inizi degli anni ´90, NdT) e o Comando Vermelho (Comando Rosso, altra organizzazione simile nata nelle prigioni di Rio de Janeiro alla fine degli anni ´60 inizi ´70, questa con un aspetto più politico, NdT).

5. La collaborazione perfetta della violenza criminale con la lotta politica legale (trasformata essa stessa, quindi, in strumento criminale) estendeva un mantello di protezione continentale su terroristi e narcotrafficonti che operassero in paesi stranieri e faceva diventare l´America Latina un territorio libero per l´attuazione di questi delinquenti.

 

Se queste ovvietà sono restate invisibili fino a pochissimo tempo fa, è stato per le seguenti ragioni:

1. Le organizzazioni della sinistra legale avevano, in tutte le redazioni di TV e radio, un numero sufficiente di rappresentanti, compresi i posti più alti, per scoraggiare e bloccare qualsiasi investigazione seria sulle attività del Foro.

2. Le vaste connessioni internazionali dell´organizzazione, che coinvolgono interessi finanziari giganteschi, davano loro i mezzi per avere a propria disposizione, infiltrati in governi, think tanks, istituti di ricerca, università e imprese private, un enorme contingente di experts e consulenti abilitati a sviare l´attenzione e, se necessario, a negare in modo perentorio i fatti, usando il peso del proprio prestigio accademico come arma pubblicitaria per coprire di ridicolo chiunque tentasse di verificare la realtà che stava dietro delle menzogne e dei cambiamenti di discorso.

3. Per mezzo della strategia gramsciana della “occupazione degli spazi”, la sinistra è riuscita a munirsi di tutti gli strumenti per smantellare preventivamente qualsiasi possibilità di opposizione ideologica. Lo strumento più usato a questo scopo sono state le spettacolari denuncie di corruzione, che hanno finito per distuggere tante classi dirigenti nello stesso momento in cui davano ai partiti di sinistra, sotto il manto della ostentazione di probità, i mezzi per costruire discretasmente schemi di corruzione incomparabilmente maggiori e più efficienti di quelli denunciati (da incomparavelmente maiores e mais eficientes do que os denunciados: dagli Anões do Orçamento (lett. Nani del Bilancio: fu uno scandalo degli inizi anni ´90 che coinvolse alcuni deputati, casualmente tutti di bassa statura fisica, da cui il nome della vicenda, circa appropriazione indebita di denaro bilancio Federale, NdT) al Mensalão (recente scandalo di alcuni anni orsono, in cui furono coinvolti deputati del PT, partito di governo, che pagavano deputati dell´opposizione per avere voti in aula favorevoli al governo Lula, NdT)  la crescita è stata come l´evoluzione da una ameba a un dinosauro.

4. In campo culturale e psicologico, la progressiva sostituzione dei criteri morali del senso comune con i ricatti “politicamente corretti” ha tolto alle possibili opposizioni perfino il diritto a un linguaggio proprio, forzandole ad adattarsi al vocabolario e ai modi di pensare dell´avversario onnipotente. Con spaventosa facilità, questa operazione ha ridotto i liberali e conservatori alle proteste vane di un´opposizione castrada, volontariamente apolitica, che si contentava, al massimo, di critiche amministrative e vaghe denuncie di corruzione, copiate quasi letteralmente dal discorso “etico” della sinistra, le quali critiche, in tale contesto, avevano soltanto come effetto il concedere al nemico il monopolio del combattimento ideologico.

5. La conquista dello spazio psicologico da parte della sinistra è stata così schiacciante, che negli stessi ambienti “di destra” qualsiasi tentativo di descrivere il reale stato di cose era ricevuta con estrema controvoglia, facendo guadagnare a chi ossasse dire queste cose l´appellativo di “teorico del complotto”, quando non l´etichetta di “estremista”. L´ostinazione di liberali e conservatori nel non voler vedere quello che stava accadendo ha permesso che il germe della rivoluzione latino-americana crescesse e diventasse il mostro dalle mille braccia che adesso sta dominando il continente senza incontrare resistenze, se non locali e sporaadiche, incapaci di affrontare un pericolo di tali dimensioni.

 

Se c´è qualcosa che ho imparato nei sedi anni che sono trascorsi dai miei primi avvisi sulla più vasta e silenziosa trama rivoluzionaria che mai si sia vista apparire nel mondo, è che la “borghesia” è la classe più indifesa che esista. Resa codarda davanti al prestigio degli imbroglioni intellettuali più bassi e sordidi, essa si attacca a qualsiasi pretesto per scorgere, nel nemico che sta progettando di assassinarla,  tutte le virtù più rosee e fittizie ed evitare così il confronto con una realtà terribile. Il famoso “apparato ideologico della borghesia”, del quale parlano i marxisti, non è mai esistito. Esso è solo una proiezione invertita dello stesso apparato ideologico rivoluzionario, destinato a impedire, mediante la denuncia preventiva di machiavelismi immaginari, che possa davvero apparire, un giorno,  un reale apparato di autodifesa della borghesia. Quando la borghesia, almeno quella brasiliana, acconsente  di dire qualcosa a proprio favore, lo fa con tanta discrezione e delicatezza che dà l´impressione di stare disputando con l´avversario più buono e comprensivo del mondo, e non con le “macchine per uccidere” che i rivoluzionari si orgogliano di essere.

 

Annunci