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Evo Morales, Manuel Zelaya Photos
 
(Morales, Zelaya, Ortega, Chavez, Correa)
Non ve lo ha detto nessuno ancora, forse; magari non ci crederete neppure, va bene uguale. Ma in Nicaragua c’è stato l’ennesimo golpe del Foro. Con la stessa tecnica ripetuta (che ha fallito solo in un caso, per adesso: Honduras) in Venezuela, etc. Si prende il potere e poi non lo si lascia più, eliminando le clausole costituzionali che impediscono la rielezione del Presidente. Così ha fatto Chávez, così ha fatto Evo Morales, così ha fatto Correa, così tentava di fare Zelaya. Ortega e i suoi avevano tentato varie strade. Prima, i sandinisti hanno cercato di far votare al Congresso un cambiamento alla Costituzione, che abolisse l’odiato art. 147. Non ci sono riusciti. Hanno tentato allora di promuovere una legge che riducesse il numero dei magistrati facenti parte della Corte Suprema de Justicia, per abbassare il quorum necessario per votare una deroga all’art. 147. Non ci sono riusciti. Ma ecco il tocco magico: la Corte Costituzionale, alla velocità della luce, in una notte, senza la presenza della metà dei componenti della Corte (i tre liberali rappresentati dell’opposizione: due avvisati della riunione quando ormai era tardi, l’altro si trovava all’estero) e con la sostituzione lampo degli assenti con tre magistrati sandinisti, ha dichiarato inapplicabile l’art. 147, che era in vigore fin dal 1995. Questo sì che è un colpo di Stato, creando "un caos giuridico senza precedenti". Stessa tecnica, stessi attori… stesse reazioni? (Le notizie sono qui e qui. Un commento del vescovo di Estelí – e vice presidente della Conferenza episcopale del Nicaragua -, monsignor Mata: "la triste realtà per il Nicaragua è che per i governanti la Costituzione è carta igienica"). Per altri link, come sempre rimando al sito di Heitor de Paola.
 
Un siparietto del quale, mi pare, non si è avuta notizia sui nostri giornali. L’ONU aveva incaricato i suoi uffici competenti di fare una perizia giuridica sull’attuazione della Corte Suprema honduregna nel caso Zelaya. Risultato? Tutto pienamente nel rispetto delle leggi dell’Honduras. Ma poiché l’Assemblea dell’ONU, con una irresponsabile decisione, presa soltanto dopo poche decine di ore sotto le pressioni possiamo immaginare di chi, aveva bollato come golpe quello che era successo, si prospettava una meravigliosa figura barbina. Cosa si è fatto allora? Lo stesso Segretario MegaGalattico ha fatto un comunicato dicendo che queste erano notizie false. E la perizia giuridica richiesta agli stessi uffici dell’ONU? Nel solito cassetto. Se non ci piace, non la usiamo. Chiaro, no? Notizie, particolari e fonti in portoghese e spagnolo, sul sito di Graça Salgueiro.
 

Su le ultime dell’Obaminevole, un post a parte. Lo merita, che diamine, è un Nobel. Butto giù soltanto un paio di cose, così per gradire. Sappiamo che Obama è sceso in guerra contro la Fox, quasi l’unica voce televisiva che non accetta di cultuare a priori il nostro B.Hussein. Così, tanto per la serie dimmi con chi vai, chi scegli come tuoi collaboratori e porta voce e ti dirò chi sei: chi è la nostra Ann Dunn, White House Communications Director  che ha portato l’attacco alla Fox? Una ammiratrice di Mao (noto difensore della libertà) in quanto suo filosofo preferito  . Con la classica confusione mentale della mentalità rivoluzionaria, vi associa anche Madre Teresa. Perfetto. Assi interessante anche è come la incontenibile Ann spiega come hanno "controllato" i mass media nella campagna di B.Hussein. Fenomeno mediatico detto del nostro, in questo caso, non è proprio un’esagerazione.

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