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Questo fine settimana ho fatto un’immersione nell’autunno. Ho camminato in vere e proprie nuvole con tutte le gradazioni del giallo e del rosso, lungo le amatissime foreste Casentinesi. Alle 8.30 camminavamo nel piazzale della Verna, fasciati di silenzio. Ero con un amico gesuita portoghese, al quale illustravo ogni pietra e ogni angolo di quel luogo meraviglioso con l’orgoglio e la gioia di chi desidera offrire il meglio all’ospite gradito. Dopo la messa celebrata nella cappellina di san Bonaventura, siamo partiti per Caprese Michelangelo, salendo fin sull’Alpe di Faggeta, da dove si vedevano, ancora una volta, i colori autunnali distesi come il mare. Ci siamo poi diretti in un antico monastero, restaurato dal Vasari, in una splendida cittadina a cavallo tra il Trasimeno e la Val di Chiana, dove siamo stati ospitati per la notte. La sera ho ascoltato la staffetta delle campane che il nostro monastero scambiava con gli altri due limitrofi, il tutto in un silenzio che, chi vive in città come me, fa fatica a credere che possa esistere ancora. Il mattino dopo siamo partiti alla volta di Montepulciano, che forse per il tempo grigio e freddo era quasi deserta, permettendoci una visita quasi al limite del dissesto temporale, in modo che potevano immaginare di vedere spuntare, da un momento a un altro, qualcuno vestito con abiti del XVI secolo. Anche il profumo dei caminetti accesi, che invadeva le strade, entrava nei polmoni e lavava l’anima, con quella sensazione di pace e quasi pungente malinconia che sempre mi hanno fatto le domeniche pomeriggio d’inverno, fatte di fuoco e castagne.

Per le strade di quella parte stupenda di Toscana, le vigne erano ancora con le foglie. Mi veniva in mente Papini, in una “scheggia” sulla speranza, scritta nel 1946:

“Tra le innoverabili povertà che oggi intristiscono e curvano gli uomini la più ingiuriosa è la povertà di speranza. Tocca a noi [i cristiani, NdM] sovvenire a questa codarda indigenza, riammassare l’eredità dilapidata. Tra i pampini roggi e accartocciati dell’ultima vendemmia soltanto i nostri occhi sanno scoprire i grappoli ancora odorosi di sole dai quali si può spremere il vino ardente delle nuove nozze”.

Un fine settimana con un amico, immersi nell’autunno, conversazione intelligente e profonda, nutriti di paesaggi toscani.


Se for só isso o céu
está perfeito

(Adélia Prado).

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