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Non vi è mai capitato di stare nella propria stanza, al lume di una lampada discreta, leggendo un testo che parla di Dio, e tutt’un tratto sentire che i Notturni di Chopin, ascoltati mille volte, stasera ti bloccano il respiro, e che tutto quanto al quale potresti aver rinunciato, o perduto, nella tua vita, non vale l’ombra di uno solo degli istanti come questo, nel quale tutto viene trasformato in silenziosa Presenza e intima, delicata solitudine, che forse non avresti potuto avere se non avessi fatto quelle scelte?

A me sì.

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