Tag

Il led della batteria del mio netbook è incredibile. Per quanto sia piccolina, la sua luce azzurra è straordinaria. Quando la stanza è al buio sembra che vi sia un sole azzurro. Così piccola e così potente!
Così è la luce della speranza. La sua forza la vediamo solo quando le tenebre paiono vincere definitivamente. Allora essa si mostra e le vince.

Avevo già preparato il post per oggi. Però ieri sera, cenando con un collega, mi aveva colpito una sua frase sul momento importante delle relazioni con la Chiesa Ortodossa Russa. Certo che mi fosse sfuggito qualcosa nei giorni scorsi, ho fatto una rapida ricerca. Eccome se mi era sfuggito qualcosa!! Il concerto che c'è stato in Vaticano, offerto dal Patriarca Kirill! Quando fu eletto Kirill, tra le persone "dentro", si era già sparso un poco di ottimismo. Tra tutti i "patriarcabili" Kirill era quello più vicino a posizioni di dialogo con la Chiesa Cattolica. Molti miei colleghi sono attori principali del dialogo con le Chiese Ortodosse, da tempo avvisavano che qualcosa si stava muovendo; ma così rapido non si pensava.
Ma la cosa che mi ha colpito di più sono state le parole di Hilarion di Volokolamsk. Perché mi hanno colpito? Perché in questi tempi di attacchi sistematici e vigliacchi al Papa e alla Chiesa, spesso venivano ulteriori attacchi sia dagli Ebrei, sia da alcune frange ortodosse. Ovviamente il pensiero andava ai capponi di Renzo: ma guarda un po', mi lamentavo, non ci si rende conto che l'attacco è a tutta la tradizione giudeo-cristiana, che la sistematica opera di "m… nel ventilatore" contro la Chiesa cattolica è qualcosa che riguarda il cristianesimo in quanto tale e non solo Roma, perché non capiamo che il problema è di tutti?
Poi leggo le stupende parole di Hilarion, a nome di Kirill, rivolte a Bendetto XVI,l e mi commuovo:

Personalmente sono convinto che noi ortodossi e cattolici, per agire comunemente, non dobbiamo aspettare il momento in cui spariranno tutte le differenze teologiche tra noi; non possiamo infatti illuderci che questo avverrà presto. Tuttavia, anche prima che questo avvenga, dobbiamo già agire non come concorrenti ma come alleati, soprattutto nella nostra Europa.
Santità, noi sosteniamo appieno il suo appello alla rievangelizzazione del nostro continente. Riteniamo però che nessuna Chiesa, neanche una Chiesa così numerosa e forte come la Chiesa cattolica, possa fare questo da sola. Dobbiamo essere insieme. Abbiamo uno stesso campo di missione: l’Europa scristianizzata di oggi, che ha perso le sue radici religiose, morali, culturali. Davanti al secolarismo, al consumismo, al relativismo morale, solo insieme noi ortodossi e cattolici possiamo trovare le forze per riproporre ai nostri contemporanei, con la nostra stessa vita, il nostro umanesimo cristiano, i valori morali della famiglia, della fedeltà coniugale, il valore della vita dal suo concepimento alla sua fine naturale, e tutti gli altri. Così facendo, non soltanto aiuteremo gli europei a trovare un contenuto spirituale e un cardine morale per la propria vita individuale, ma aiuteremo il nostro continente, che attraversa una serissima crisi di identità, a riscoprire le proprie radici spirituali e culturali.

Non è un caso che sia stata una Chiesa così profondamente radicata nell'interiorità e nutrita ininterrottamente dalle sue radici liturgiche e monastiche come quella Ortodossa a capire ed entrare in profonda sintonia con il programma di vera riforma del cristianesimo, portato avanti da Benedetto XVI, programma che si basa non su chissà quali strategie, ma sulla conversione personale, preghiera e penitenza.

Annunci