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Come aggiornamento del post precedente, proprio sul Corriere on line leggo adesso del caso del prete di Caravaggio. A questo riguardo notiamo un paio di cose.

Ci sarebbe da dire, prima di tutto, qualcosa sull'etica di carpire la buona fede dei sacerdoti con telecamere nascoste oppure, peggio ancora, il sacrilego fingere delle confessioni per incastrare "i preti". Ma alla luce di quanto stiamo dicendo, indignarsi su questo punto alimenterebbe soltanto l'effetto dissonanza. Quindi, andiamo avanti.

Supponendo che sia tutto vero, come pare fino a ora, questo è il caso più comune, non atti pedofili compiuti da sacerdoti, come invece viene ossessivamente ripetuto dai giornali e tv. Qui NON siamo in caso di pedofilia. Notiamo il veleno della trappola tesa: l'attore dichiara di essere diciassettenne, così da sviare l'attenzione sulla questione chiave dell'omosessualità del prete e suscitare nel lettore l'equazione 17anni=minore quindi prete pedofilo. Probabilmente anche per il giornalista pare un po' troppo, il prete non viene esplicitamente chiamato pedofilo; si limita a parlare di azioni ecclesiastiche prese con grande rapidità, anche senza denuncie depositate ai CC : "…anche sulla scorta delle polemiche che da settimane accompagnano la questione pedofilia e dei moniti arrivati dal Papa in persona…". La parola "pedofilia" viene messa, ma l'articolo in sé è chiarissimo: il prete viene chiamato molestatore, sì: ma la questione è esplicitamente la sua omosessualità. Ecco un fantastico esempio di azione tesa a provocare lo stato di dissonanza cognitiva. Lo stesso giornale partecipa da tempo al lavoro di "preparazione" delle coscienze all'accettazione dell'omosessualità. Però al prete in questione è negata, viene accusato di ciò che invece, magari qualche pagina più avanti, si presenta come trendy.

AGGIORNAMENTO 14/6. Proprio stamani, vedo sul Corriere on line esattamente questa associazione! O ieri non ci ho fatto caso oppure l'hanno messa oggi. Ma tant'è: è una riprova di quello che dicevo sopra: ecco qua uno screenshot:

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Notiamo che non è detto che l'autore dell'articolo in questione sia cosciente di lavorare al rafforzamento della dissonanza cognitiva della massa dei suoi lettori; probabilmente, anzi sicuramente no. Ma questo è il caso di cui parlava Olavo nella prefazione di un libro, una decina di anni fa:

"[I giornalisti attivisti] sono pagati per "occupar spazi" nelle case editrici di giornali, libri e riviste, bloccando con la loro semplice presenza le parole sconvenienti e spargendo, con la loro semplice conversazione quotidiana, quelle convenienti. Anche in questa elite attivista, pochi hanno la coscienza del fatto che la loro funzione è quella di censori e manipolatori. A tal punto arriva la sottigliezza del gramscismo, che sempre può contare con l'effetto dell'implicito e del non dichiarato. Non c'è bisogno neppure di dire che questi professionisti sappiano sempre quello che fanno: imbottiti delle convinzioni desiderate, collocati nelle posizioni decisive, essi andranno sempre nella direzione che ci si aspetta, come l'acqua nel buco del lavandino. Gli altri, quindi, ripetendo ciò che essi dicono, non avranno neppure la benché minima idea del progetto globale al quale stanno collaborando. Questo meccanismo è così automatico e non pensato, che uno dei più grandi specialisti di manipolazione di intellettuali nel mondo sovietico, Willi Münzenberg, lo chiamava "allevamento di conigli": per iniziare è sufficiente una coppia. Il resto viene con la forza della natura [notare che è uguale a quello che l'ex agente del KGB Bezmenov diceva , NdT] . Ma ciò che è stato impiantato nelle redazioni dei giornali non è una coppia di conigli: sono alcune migliaia di coppie. L'effetto moltiplicatore è irresistibile"
(Olavo de Carvalho, fonte originale in portoghese qui)
 

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