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Lo scrittore portoghese José Saramago è morto. Come cristiano, prego sinceramente per la sua anima, che Dio abbia tanta misericordia di lui, come spero tanto l’abbia anche di me.
 
Questo non impedisce, però, una riflessione,l soprattutto davanti alle incensazioni che stanno arrivando, e arriveranno, su questo "genio". Saramago ha vinto il Nobel per la letteratura. Visto come e a chi vengono assegnati i Nobel negli ultimi anni, mi riferisco soprattutto a quelli per la Pace e per la Letteratura, non ci sarebbe bisogno di ulteriori discorsi.
saraInvece, il titolo del Corriere on line mi ha dato l’ennesima prova della mentalità rivoluzionaria, dell’inversione rivoluzionaria e di tutto quanto seguiamo ormai da quasi quindici anni, grazie all’opera di Olavo de Carvalho. “Scomodo”, diceva il Corriere… Come Al Gore. Uno che ha vinto il Nobel, che è stato invitato dappertutto fino a ieri, che aveva le copertine di tutti i giornali che avesse voluto, etc… era scomodo?! (valgono le considerazioni fatte per Al Gore, chi fosse interessato può guardarsi il tag a fianco).
 
Chi era Saramago? Una sua recente definizione: comunista ormonale. Non è un insulto che mi sono inventato. È una auto-definizione. Nel novembre del 2008 questo “scomodo” scrittore è stato invitato a una serata di celebrazione per i cinquanta anni dell’inserto culturale del giornale A Folha de São Paulo, oggi il più grande organo di disinformazione del Brasile. Il video completo, per chi sa il portoghese, è qui. Riporto alcuni passi della serata, dove il “grande” Saramago dispensa la sua sapienza.
Sulla umanità ha detto:
 
La storia dell’umanità è un disastro continuo. Non c’è mai stato nulla che si potesse paragonare a un momento di pace. Se fosse solo la guerra, dove le persone si affrontano o sono obbligate ad affrontarsi… Ma non è solo questo. Questa rabbia che c’è nel fondo di me stesso, una specie di rabbia alle volta incontenibile, è  perché noi non meritiamo la vita. Non la meritiamo. Non abbiamo ancora capito che serve di più l’istinto agli animali di che la ragione all’uomo. L’animale, per alimentarsi, deve uccidere un altro animale. Ma noi no, noi uccidiamo per piacere, per gusto. Se facessimo un calcolo di quanti delinquenti vivono nel mondo, deve essere un numero straordinario. Viviamo nella violenza. Non usiamo la ragione per difendere la vita; usiamo la ragione per distruggerla in tutte le maniere, nel piano privato e in quello pubblico.

 
In queste brevi linee troviamo a) un pregevole esempio di inversione rivoluzionaria. Sta attribuendo alla “umanità” in senso generale quello che è stato invece il sistematico comportamento della sua parte politica; b) un interessante esempio di parallassi cognitiva: il dislocamento dell’asse teorico professato con quello effettivamente praticato. Se davvero era convinto che non meritiamo la vita, perché non è stato coerente? Perché non se l’è tolta? Oppure la vita non la meritavano solo “gli altri”, i “delinquenti”, che nella maggioranza dei casi erano i nemici del suo partito? Così scriveva Reinaldo Azevedo sul suo blog tempo fa:  “Nel 2003, Saramago, che ancora appoggiava Fidel Castro, ruppe pubblicamente con quello che quindi era un dittatore a causa della esecuzione sommaria, senza diritto a difesa, di alcuni poveretti che tentavano di fuggire da Cuba. Molto indignato, il nostro specialista in cecità [si riferisce a un famoso romanzo di Saramago, NdT] affermò: “Fino a oggi ero con Fidel, ma adesso…”. Etc. Etc. Cioè: fino al 2003, Saramago non aveva visto nessun motivo per rompere con quel criminale, uno dei più grandi assassini di massa dell’umanità, se consideriamo il numero di cadaveri che ha prodotto in relazione alla popolazione cubana. Considerato che i morti sono intorno ai 100 mila, ad esempio, egli è quasi 2.800 volte più assassino della dittatura militare brasiliana.”
 
Ancora più interessante è la dichiarazione del suo “problema ormonale”:
 
Fin da molto giovane mi sono orientato verso la coscienza che il mondo è sbagliato. Non importa il grado della mia militanza in tutti questi anni. Quello che importa è che il mondo era sbagliato, e io volevo fare qualcosa per modificarlo. Lo spazio ideologico e politico nel quale si sperava di trovare qualcosa che confermasse questa idea era, è chiaro, la sinistra comunista. Fui là e là ancora sto. Sono quello che si può chiamare di comunista ormonale. Cosa vuol dire questo? Così come ho nel corpo un ormone che mi fa crescere la barba, così ne ho un altro che mi obbliga a essere comunista.

 
Che la mentalità rivoluzionaria fosse una malattia, è la tesi di Olavo del Carvalho, sulla scia di Voegelin, etc. Ma qui abbiamo proprio una confessione stupenda. C’è la prova dell’atteggiamento gnostico di base a tutti i movimenti rivoluzionari (“il mondo è sbagliato”), il loro delirio di onnipotenza (“volevo fare qualcosa per modificarlo”) e la malattia mentale che affetta il raziocinio: “Lo spazio ideologico e politico nel quale si sperava di trovare qualcosa che confermasse questa idea era, è chiaro, la sinistra comunista”. Ossia: cercava non qualcosa che verificasse se la sua ipotesi fosse vera oppure no, ma qualcosa che confermasse il suo delirio. “Ovviamente” la trova. Appunto.
 
Non poteva mancare, ovviamente, una risistemata anche all’Onnipotente. Su questo, consiglio l’ironico articolo di Olavo, scritto una decina di anni fa, su Saramago (che se la prendeva anche con gli ebrei, nel più classico stile della sua parte politica).
 
Perché dovrei cambiare (la concezione di Dio dopo la malattia)? Perché mi avrebbe salvato la vita? Chi mi ha salvato sono stati i medici e mia moglie…. Non voglio offendere nessuno, ma Dio non esiste. Eccetto che nella testa delle persone, dove c’è il diavolo, il male e il bene. Abbiamo inventato Dio perché avevamo paura di morire, credevamo che forse ci fosse una seconda vita. Abbiamo inventato l’inferno, il paradiso e il purgatorio. Quando la chiesa inventò il peccato, inventò uno strumento di controllo, non tanto delle anime, perché alla chiesa non importano le anime, ma dei corpi. Il sogno della chiesa sempre è stato quello di trasformarci in eunuchi. La Bibbia è stata scritta in duemila anni e non è un libro che si possa lasciare in mano a un innocente. Ci sono soltanto cattivi consigli, assassinii, incesti…

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            Oltre alla profondità ed originalità delle accuse (“Avanguardia pura”, direbbe un caro amico che conosce a memoria tutte le battute de Il diavolo veste Prada), colpisce un altro esempio di inversione. La Bibbia è un libro pericoloso che non può essere messo in mano ad innocenti. Con la Bibbia la civiltà occidentale ha fatto fiorire arte, letteratura e bellezza. Il  libretto rosso di Mao, Marx, gli scritti di Lenin e compagnia bella, invece…

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