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Volevo postare di struzzi, oggi, e invece ho appena saputo che Alejandro Peña Esclusa, di cui ho varie volte parlato, uno dei più coraggiosi oppositori al regime di Chavez, lui sì scomodo in quanto organizzatore di movimenti internazionali per la coscientizzazione circa la sciagura dello chavismo e dell'azione del Foro di Sao Paulo in america latina, è stato arrestato con l'assurda accusa di essere un terrorista e di avere esplosivi in casa. Non ci sono parole. E' stato sferrato un colpo terribile alla opposizione democratica all'espansione neocomunista in America Latina. Al contempo, tale colpo è stato sferrato in modo così stupido che speriamo possa ritorcersi contro coloro che lo hanno fatto. La cosa importante è che non passi sotto silenzio. Ecco l'articolo, tradotto, che l'indomita Graça Salgueiro, amica personale di Alejandro Peña Esclusa e una delle più sicure fonti di informazione circa l'America Latina, ha scritto appena saputa la notizia:

Alejandro Peña Esclusa è arrestato su ordine di Cuba!

Graça Salgueiro

Nell'articolo che ho pubblicato il giorno 4 febbraio di quest’anno, avevo avvisato sulla importanza del “comandante” Ramiro Valdés, uno dei principali artefici della “rivoluzione cubana”. Il motivo che Chavez, in combutta con i Castro,  portava per giustificare la presenza di questo assassino crudele e sanguinario in Venezuela, non aveva alcun sostentamento, perché questo elemento non si intende per nulla di energia, carico invece per il quale era stato suppostamente chiamato a svolgere. Il motivo non era altro che fare rincrudire la repressione e utilizzare i metodi che questo mostro conosce meglio degli agenti dell’ex KGB, di piantare false prove, creare finti fatti di “attacchi terroristici” o il vecchio discorso del “magnicidio”.

Su questa scia sono state “espropriate” innumerevoli imprese private e arrestati non so quanti oppositori al regime. Oggi, purtroppo, è arrivato il turno del mio carissimo amico e compagno di lotte da dieci anni, Alejandro Peña Esclusa, presidente delle organizzazioni Fuerza Solidaria e UnoAmérica.

La notizia mi è arrivata quasi alle 23 di questo lunedì (12 luglio, NdT). Ho tentato subito di cercare una conferma a questa informazione e cercare maggiori dettagli. Per questo motivo posso solo adesso scrivere queste note, preoccupata, addolorata e solidaria con il mio amico, sebbene impossibilitata di parlare con lui.

Stamani Alejandro aveva diffuso il video-editoriale che sempre divulga tutti i lunedì, dove denunciava le nuove calunnie di Chávez nei suoi confronti, legandolo a un supposto terrorista salvadoregno di nome Francisco Chávez Abarca. Alle 17 un gruppo di 25 poliziotti della antica DISIP, che oggi si chiama SEBIN (Serviço Bolivariano de Inteligência Nacional), invadeva la residenza di Peña Esclusa con un gruppo della Divisione di Esplosivi, per confezionare le prove che lo incrimino.

Chi conosce Alejandro sa che l’ultima cosa presente nelle sue manifestazioni è la violenza ma, per giustificare il suo arresto, hanno detto che nel suo appartamento sono state trovate armi ed esplosivi. Secondo la Globovision, il direttore del controspionaggio del SEBIN, David Colmenares, ha detto che “verificando le informazioni date dal terrorista Francisco Antonio Chávez Abarca, che ha fatto una serie di segnalazioni, stiamo iniziando questa serie di operazioni che realizzeremo a partire dalla confessione che ci ha fatto questo terrorista, che è stato catturato ed estradato a Cuba, per atti di terrorismo in tale paese”.

Dice ancora Colmenares che “nell’operazione si sono trovarte probabili prove di natura esplosiva. Degli esperti stanno facendo delle prove sul posto e dopo faranno il resto delle perizie”. Aggiunge che “durante l’operazione non c’è stata necessità di fare alcuna azione violenta perché il coinvolto ha riconosciuto ciò che è stato trovato”.

Ora, questi due piccoli paragrafi sono assolutamente rivelatori. Primo, perché il terrorista “complice” di Alejandro non è stato estradato nel suo paese ma in Cuba? Perché è andato in Venezuela con la missione di incriminare Alejandro, su comando dei Castro, a richiesta di Chávez! I giornali non stanno toccando questo punto, e tutti stanno ripetendo la farsa criminale che viene divulgata dai veri autori del crimine!

L’altro aspetto rivelatore è l’affermazione che non c’è stata alcuna necessità di violenza perché “il coinvolto ha riconosciuto ciò che è stato trovato”. Non c’è stata necessità di violenza perché Alejandro NON è violento! Sarà possibile che uno che dovrebbe essere così pericoloso e starebbe tramando azioni terroristiche lascerebbe invadere la sua casa senza reagire neanche con un colpo di pistola? Sarà possibile che questa banda di stupidi criminali credono davvero che nessuno conosca Alejandro al punto di mandare giù una farsa di queste dimensioni? Inoltre, dire che “ha riconosciuto ciò che è stato trovato” e nessun giornale abbia alzato la voce per difenderlo da una accusa così spuria come questa, è cosa assolutamente vergognosa, perché Alejandro ha rischiato la vita per molti di questi giornali, tra l’altro difendendo proprio anche i proprietari della Globovision che oggi ripete questa calunnia senza fiatare. Questa affermazione è FALSA! Non credo che Alejandro abbia ammesso di avere esplosivi in casa ed essere compare di un terrorista!

Non voglio più parlare di questo fino a che non abbia più informazione, ma lascio giudicare a voi, soprattutto a coloro che non lo conoscono, se queste accuse hanno senso o sono crimini pianificati in modo premeditato dal G2 cubano in combutta con Chávez. Nel video che Alejandro aveva presentato ieri mattina (lunedì 12, NdT), egli denunciava già le calunnie che si commettono contro di lui, non adesso con il caso di questo salvadoregno ma da anni; guardatelo e tirate le vostre conclusioni a rispetto della detenzione della quale è adesso vittima. In seguito, guardate il video realizzato da Elio Aponte di ORVEX, dove espone con dettagli l’invasione della casa e l’arresto di Alejandro.

Notalatina resterà tenendo sotto controllo questo avvenimento insolito e criminale e potrà tornare più tardi con più informazioni. Che Dio non permetta una tale sofferenza alla famiglia di Alejandro e che i veri colpevoli siano smascherati con la massima celerità. Restate con Dio e alla prossima!

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