Tag

,

Vi è mai capitato di essere ospiti nella foresteria di un monastero? Dopo compieta è probabile che ancora per i vostri orari sia prestino per andare a dormire. Cosa si fa, se si è soli? Si può prendere un libro dagli scaffali di una piccola biblioteca presente nella sala comune e si può iniziare a sfogliarlo, così, tanto per fare l’ora di andare a letto. Questa scena, ripetutasi molte volte nella mia vita (mi piace passare dei periodi in un monastero, per respirare un poco della loro pace, o forse per la nostalgia e il rimpianto per non essermi fatto monaco…) una volta ebbe un epilogo sorprendente: non riuscii a staccarmi dal libro e, quando lo terminai, era ora di andare a Mattutino (6.00).
Anche se ricorda Edith Stein, giuro che è vero. È l’unico caso che mi è occorso. E il libro era una traduzione portoghese di Uno psicologo nei lager, di Viktor Frankl. Non lo avevo mai sentito nominare e pensavo fosse uno dei tanti libri del tipo La notte di E.Wiesel, o Se questo è un uomo, di Primo Levi. Invece fu una folgorazione, un libro che raccontando la stessa esperienza rifulgeva di una luce totalmente differente. Da allora lessi altri libri di Frankl, facendone uno del circolo dei miei “amici di lettura”.
Questa estate, durante i miei corsi in Brasile, ho letto Ciò che non è scritto nei miei libri. Appunti autobiografici, dove con humor e lucidità, l’ormai anziano Frankl ripercorreva il suo tragitto con aneddoti e piccole riflessioni semplici e stupende al contempo.
Ho tradotto allora un bellissimo testo che Olavo scrisse in occasione della morte di Frankl. In questi tempi di deserti esistenziali sempre più occupati dalla violenza e dalla stupidità, questi autori sono bombole di ossigeno.
 
Perché il male del mondo non viene soltanto dal basso, da causa economiche, politiche e militari che l’alleanza accademica tra pedanteria e semplicismo ha consacrato come spiegazioni di tutto. Viene di cima, viene dallo spirito umano che accetta o rigetta il senso della vita e così determina, alle volte con tragica incoerenza, il destino delle generazioni future. (leggi tutto l'articolo di Olavo)

Annunci