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Tra le caratteristiche specifiche della mentalità rivoluzionaria c'è quella che Olavo chiama "l'inversione" (cfr. il nostro tag che vi si riferisce ma soprattutto questo vecchio post. I tre articoli di Olavo citati là qui sono in html). Comprendere questo processo è di vitale importanza per non cadere nella sua dinamica. La difficoltà è che non ci troviamo davanti a un processo astuto o volontario, bensì a una vera patologia. Il rivoluzionario che inverte la realtà è proprio convinto di quello che dice, avendo la percezione della realtà totalmente alterata. Le discussioni con chi è affetto da questa malattia rivoluzionaria sono spossanti e totalmente inutili. C'è qualcosa di più patente del fatto recente di un trattamento completamente diverso riservato da parte della stampa e della magistratura a due personaggi piuttosto in vista del nostro panorama politico? Eppure molti sono convinti che la stampa sia totalmente in mano a uno dei due personaggi (quello più pestato) e da lui controllata.. Realtà invertita completamente. Trucco? Malafede? Malattia grave. Gravissima. (Stai di conseguenza pensando, lettore, che sto difendendo uno dei due personaggi? E questo ti sta provocando un certo malessere? Rileggi bene. Se il malessere continua, fai un test per la MR…)

Per mostrare che il fenomeno è universale, prendo spunto da una vecchia trasmissione di Olavo. Mesi addietro, in Brasile c’è stato un tentativo da parte di un Ministero Pubblico Federale di far togliere tutti i simboli religiosi dagli uffici pubblici. Essendo il Brasile un paese cattolico, non è difficile immaginare chi era il vero obiettivo. (E qui ci sarebbe da far notare la “strana” coincidenza di provvedimenti uguali dappertutto in occidente, ma come sempre si passa per paranoici teorici del complotto). Solo che quel tentativo non è stato riconosciuto come procedente dagli organi di controllo preposti. Nella sentenza che doveva giudicare la plausibilità o meno della richiesta, il giudice ha scritto che è naturale la presenza di simboli religiosi cristiani in un paese di formazione cristiana. È la cosa più ovvia del mondo! Inoltre, ha aggiunto, è vero che lo Stato deve garantire la libertà per ogni fede religiosa, ma per atei e agnostici quel simbolo non rappresenta nulla al di là di un quadro o di una scultura, una cosa decorativa: non c’è nulla che possa offendere. E in terzo luogo, Stato laico non significa necessariamente stato anti-religioso, anzi è vero il contrario, ha detto il giudice: lo Stato laico fu la prima organizzazione politica che garantì la libertà religiosa, con la quale si stabilì in relazione e non in opposizione ad essa. La laicità non può esprimersi nell’eliminazione dei simboli religiosi. Riportiamo in sintesi il commento di Olavo (l’originale completo in portoghese qui)
 
“Tutto ciò che dice questo giudice è vero, anche perché l’ateismo militante è una presa di posizione, una corrente di opinione su argomenti religiosi. Perché dovrebbe avere il predominio su tutte le altre? Perché con la scusa della libertà religiosa si proibisce l’esercizio pubblico della religione? Questo è uno dei molti casi nei quali la mente rivoluzionaria vuol invertire al 100% il senso dei testi legislativi .
L’inversione è la natura stessa del pensiero rivoluzionario, non riescono a farne a meno. C’è una cosa che il rivoluzionario vuol raggiungere? Che pensa sia desiderabile per il futuro? Ecco che allora si inventa un diritto che vuole conquistare, e inizia a ragionare come se tale diritto fosse sempre esistito e che stia venendo infranto.
 
Prendiamo un esempio: “La Costituzione dello Stato Tal dei Tali che parla solo di matrimonio eterosessuale sta infrangendo il diritto dei gays al matrimonio”. Ma per favore! Questo diritto non è mai esistito, come può essere infranto?! Non è mai esistita in tutta la storia umana una società dove fosse riconosciuto un matrimonio non eterosessuale. Ci sono state società che hanno conosciuto spazio, anche notevole (Roma, Grecia) alle relazioni omosessuali, ma mai un matrimonio riconosciuto. […] Prendere una cosa inesistente e dichiararla “diritto negato” è un ragionamento perfettamente invertito: per avere un diritto negato o infranto bisogna che esso esista, oppure che esista in un Paese ma non in un altro. La libertà di stampa in Cuba: si può dire che sia un diritto negato? Certo! Non perché il diritto di libertà di stampa sia consacrato dalla Costituzione cubana (figuriamoci!) ma perché esiste in tutto il mondo intorno e non là.
 
Così, allo stesso modo, questa volontà di ritirare simboli religiosi appoggiandosi alla laicità dello Stato è sulla stessa linea. Lo “Stato laico” esiste da 400 anni e nessuno aveva mai pensato in questa porcheria fino ad ora. Anzi, lo Stato moderno sorge proprio per risolvere il problema delle guerre di religione, tra cattolici e protestanti e tra i protestanti stessi. Da qui sorge l’idea di creare un’autorità civile indipendente dai vari gruppi e fazioni religiose con funzioni di arbitro. Questa fu l’idea. Ciò non significa che il Re o il governante non potesse avere una religione o il paese una religione maggioritaria: Luigi XIV era cattolico, così come c’erano governanti protestanti. L’idea dello Stato laico è che esso non può usare la sua forza militare o di polizia per favorire un gruppo religioso contro un altro. Solo questo.

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