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Stamani ero sull’autobus, in questo frizzante e bellissimo venerdì romano. Una ragazza al cellulare condivide con tutti noi del 714 i suoi affari.
Con tono gelido:
 
–          Beh? E chi te l’ha data la mia nuova password?
–         
–          Come hai fatto a sapere la mia nuova password?
–         
–          Ah, ecco, me pareva… Sì, infatti l’ho cambiata, è nuova
–         
–          No.
–         
–          No
–         
–          Nooo!
–         
–          Torniamo insieme e te ridò la password
–         
–          Nooo! Ho detto ritorniamo insieme e te ridò la password..Aspetta un momento…
 
Mi viene in mente un verso che Gothe mette in bocca a Mefistofele e che imparai tanti anni fa: Ich bin der Geist, der stets verneint! La ragazza armeggia al cellulare e con un tono di voce dolcissimo:
 
–          Ciaooo…
–         
–          Sì, sto andando a scuola
–         
–          E perché domani  nun me veni a prende’?
–         
–          Daii… ce ne annamo in giro pe’ Roma tutta la mattinata!
–         
–          Va bene, Emilio, buon lavoro, ciao… Ciao tesoro, ciao…
 
Ri-armeggia al cellulare, torna il tono gelido.
 
–          Sì, era mi’ madre…
–         
–          Era mi’ m-a-d-r-e, come t’oo devo di'?Sì, mi’ madre…
–         
–          No
–         
–          No
–         
–          Noooo, prima torniamo insieme poi te ridò la password…
 
Poi si sono aperte le porte, mi sono fiondato fuori, ho guardato San Giovanni in Laterano, ho respirato a fondo e non era soltanto per sentire l’aria fresca del mattino nei polmoni: speravo che ne entrasse anche un po’ nel mio cuore, un poco in debito di ossigeno dopo quegli ultimi dieci minuti.

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