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“Il bugiardo compulsivo è quello che, smascherato, non molla, persiste nella menzogna, l’adorna con nuove infiocchettature, giura, grida e si agita, argomenta, e tanto insiste che lascia l’interlocutore in dubbio. Però, ancora più perverso, un sociopatico completo è colui che, in una situazione del genere, fa finta di nulla e continua con un tono di perfetta normalità e sicurezza, come se nulla fosse accaduto. Ecco che la menzogna singola si tramuta in impostura permanente, strutturale, che altera di colpo il quadro delle relazioni umane e che rompe, nell’anima dell’ascoltatore, non la fiducia in questa o quella verità particolare, ma nel valore stesso della verità in generale. Nel primo caso, la menzogna cercava di imitare la verità, facendosi parassita del suo prestigio; adesso essa si impone per i suoi stessi meriti, come un valore in sé, indipendente e superiore alla verità. Perplesso e rintronato dal fascino dell’insanità, l’ascoltatore finisce attratto dentro una specie di teatro magico, dove il prezzo del biglietto è l’abdicazione non solo del potere, ma del semplice desiderio di conoscere la verità”

(Olavo de Carvalho)

(articolo in portoghese da cui è tratto il passo, qui)

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