In queste sere, prima di addormentarmi, sto leggendo per la seconda volta "Il quarto segreto di Fatima", di A.Socci.  Più che durante la prima lettura di quelle pagine, questa volta mi hanno fatto maggiore impressione  alcune cose che, in effetti, mi paiono assolutamente verosimili: ne manca un pezzo, Sodano&Bertone si sono comportati in modo imbarazzante, alcune conferme continuano a trapelare. 

In modo particolare mi colpiva una cosa che mi era sfuggita nella prima, frettolosa, lettura del libro di Socci. Davanti ai completamente inutili sforzi diplomatici della Santa Sede  per fermare la guerra ("Ma la Nostra voce affannosa, invocante la cessazione dell’immane conflitto, suicidio dell’Europa civile, quel giorno ed in appresso rimase inascoltata! Parve che salisse ancor più la fosca marea di odî dilagante tra le Nazioni belligeranti, e la guerra, travolgendo nel suo spaventevole turbine altri paesi, moltiplicò le rovine e le stragi."), il 5 maggio del 1917 Benedetto XV faceva aggiungere alle litanie lauretane l'invocazione Regina pacis , chiedendo così a Maria Santissima un aiuto speciale per l'umanità ("Si levi, pertanto, verso Maria, che è Madre di misericordia ed onnipotente per grazia, da ogni angolo della terra, nei tempi maestosi e nelle più piccole cappelle, dalle regge e dalle ricche magioni dei grandi come dai più poveri tugurî, ove alberghi un’anima fedele, dai campi e dai mari insanguinati, la pia, devota invocazione e porti a Lei l’angoscioso grido delle madri e delle spose, il gemito dei bimbi innocenti, il sospiro di tutti i cuori bennati: muova la Sua tenera e benignissima sollecitudine ad ottenere al mondo sconvolto la bramata pace e ricordi, poi, ai secoli venturi l’efficacia della Sua intercessione e la grandezza del beneficio da Lei compartitoci."). Non avevo fatto caso che otto giorni dopo era il 13 maggio… La risposta materna di Maria furono le apparizioni alla Cova da Iria…

Spengendo la luce ieri sera, quindi, meditavo proprio su alcuni "punti fermi" che emergevano dalla ricostruzione di Socci: centralità di Maria Santissima e la preghiera del Rosario, l'abbandono della liturgia come mistero,  l'importanza della eucaristia, la tragedia dei sacerdoti e religiosi non fedeli alla loro vocazione come occasione di pericolo per tutte le anime, non solo per le loro. 

Nel dormiveglia mi sono venuti in mente Giovanni Paolo II e  l'anno mariano con l'anno dell'eucaristia; Benedetto XVI con l'anno sacerdotale e il suo impegno nel  far riscoprirei tesori della liturgia.

Strano.

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