Abito a Roma, in centro. Ieri pomeriggio stavo nelle condizioni che io reputo ideali per poter scrivere e studiare. Una bella giornata, gli uccellini che cantavano sugli alberi del piccolo giardino dove si affaccia la finestra al lato della mia scrivania e, in sottofondo, Liszt. Improvvisamente urla belluine, una terribile confusione di fischi e tamburi (sembravano venti bande di Olodum messe assieme) entrano, senza permesso, dentro la mia stanza. Inframmezzati sentivo pezzi di discorsi urlati con megafoni, la cui distorsione aumentava l'effetto arrepiador
Come in una specie di delirio onirico mi sono sentito per un attimo totalmente inutile: a cosa mi serve stare qui a perdere tempo dietro a questi testi scritti in greco e siriaco più di mille-e-cinquecento anni fa, per distillarne un paio d'ore di lezione, uno stitico articoletto se va bene (che leggeranno in tre o quattro, se avrò successo)… quando potrei essere un intellettuale di grido, invitato nei salotti che contano e, magari, in uno dei raduni così-colorati-pieni-di-pace-tolleranza&amore come quello che sta urlando fuori dalla mia finestra? Come si fa? E' vero che uno di questi intellettuali adesso ha fatto un dvd dove ci spiegherà come si diventa uno scrittore di successo, etc. Ma vorrei qualcosa di più radicale. Mi sono ricordato allora di alcuni splendidi consigli di Olavo. E visto che questo blog è dedicato a far conoscere il suo pensiero, anche questi consigli saranno preziosi. E quindi, vai!

Ecco il primo: non inganni, come al solito, il fatto che Olavo si riferisca al mondo brasiliano. Alla fine della lettura, ci si ricordi il verso di Orazio:… Quid rides? Mutato nomine, de te /  fabula narratur…

Come diventare una persona meravigliosa

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