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Proseguiamo le istruzioni dateci da Olavo.

Come diventare un intellettuale strafigo
Olavo de Carvalho
Diário do Comércio,
 24 de março de 2011

http://www.olavodecarvalho.org/semana/110324dc.html

 
Il grande beneficio sociale delle filosofie pronte è che basta aderire a una di esse in modo superficialone, senza nemmeno bisogno di conoscerla, e all’istante il soggettone si eleva alla condizione di controllore delle filosofie altrui, con diritto di giudicarle ex cathedra e quindi sentirsi, bello, meraviglioso, un perfetto strafigo intellettuale.

Tre correnti di pensiero, poiché sono le più citate dai mass-media – con l’ammirabile brevità degli scritti giornalistici – e anche perché la classe dei professori universitari non le ignora del tutto, sono state in Brasile le più frequentate da quelle creature, che lì trovano il confroto di una protesi intellettuale capace di dare, a prezzo stracciato, un’apparenza di solidità alle loro vacillanti identità personali, erose alla base da un padre assente e una madre oppressiva (o viceversa).

Le correnti sono:

(a ) Il  marxismo, compreso nel senso più elastico, che non implica alcun contatto con le opere di Karl Marx, nemmeno nel solo toccarle , sentendosi soddisfatti, nella maggior parte dei casi, con il vago e delizioso sentimento di appartenenza alla parte più progressista e illuminata della specie umana, sentimento acquistato nella pratica assidua di scioperi studenteschi e nella frequentazione costante di suonatine di chitarra in cerchio con gli amichetti.

(b)  L’aristotelico-tomismo senza Aristotele né Tommaso, perché accidenti nessuno è di ferro! Per diventare un’autorità in materia, andate alla parrocchia più vicina, confessate dei peccati qualsiasi (non i peggiori, è ovvio) e iniziate a parlare male dei protestanti, dei giudei e degli originaloidi come me. Questo vale quanto un Ph. D. in filosofia scolastica della Università di Navarra.

(c) Il liberalismo illuminista-materialista-scientificista, del quale si può acquistare una formazione completa mediante il Dizionario Filosofico di Voltaire, con l’aggiunta di alcuni capitoli scelti di La società aperta e i suoi nemici più una o due interviste rilasciate dal Dr. Richard Dawkins su Youtube.

Una quarta corrente di idee è quella dei tradizionalisti gueneniani, evoliani e duguiniani. Ma essa è assai meno popolare delle altre tre, perché i suoi membri praticano il segreto iniziatico, che consiste nel nascondersi sotto il letto per paura del Kali-Yuga e di non essere mai visti da nessuna parte, in cui, appunto, consiste il rituale di ingresso in questa elitaria comunità.

Qualsiasi persona di intelligenza media, inferiore o nulla può iscriversi nel quadro di una di queste quattro militanze mediante una semplice dichiarazione scritta, orale o mentale e trasfigurarsi immediatamente nel suo autorizzatissimo portavoce, passando a fustigare gli avversari reali o immaginari delle suddette correnti con parole di fuoco proferite, quasi come se fossero mortiferi petardi celesti, dalle cime immortali di Orkut o di Facebook.

L’imprudente che non abbia avuto l’opportunità o il desiderio di dissolvere la sua individualità pensante in uno di questi gruppi di riferimento, o che senta la naturale difficoltà umana di ridurre la propria esperienza del mondo alle formule più semplicistiche e autoprobanti che si coltivano in esse sotto il nome di “filosofia”, di “teologia”, di “scienza” o di “saggezza esoterica”, sarà chiamato ineluttabilmente “fascista” dal primo gruppo, “eretico” dal secondo, “fanatico religioso” dal terzo e “profano” dal quarto.

Fatto ciò, i membri di ognuno di questi raggruppamenti si saluteranno con grandi effusioni, celebrando la vittoria della solidarietà comunitaria sull’intollerabile pretesa individuale di investigare la verità della situazione concreta.
 

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