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“Combattere le ingiustizie” sembra essere infatti la più elevata condotta etica che si concepisce in questa parte del mondo. Lo stato normale dell’uomo etico, secondo questa prospettiva, è l’indignazione; la sua arma, la denuncia. Ma non ha senso muovere guerra a un male o denunciarlo quando si ha il potere di impedire che questo si realizzi. Esclusa l’improbabile ipotesi di una previsione profetica della più occulte intenzioni, è possibile denunciare ingiustizie solo dopo che siano state commesse. E siccome un uomo, essendo signore dei propri atti, ha sempre il potere di astenersi dal commettere ingiustizie, segue la conclusione fatale: una etica che enfatizza soprattutto il combattimento e la denuncia è una etica che induce l’individuo più a controllare gli altri che a dominare se stesso. È un’anti-etica, che, adottata su scala nazionale, avrà come risultato trasformare il popolo .. .in una orda di irresponsabili indignati.

(Il testo completo di Olavo tradotto in italiano QUI)

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