Una amica, egiziana, è tornata una settimana fa da una visita a casa sua, al Cairo.
Stanno aumentando le pressioni contro i cristiani, sui luoghi di lavoro, per strada. Violenze, minaccie, inviti ad andarsene. Sui nostri giornali, misteriosamente tutto sparito.
L'upgrade del progetto di islamizzazione globale è ormai a pieno ritmo.

Lo "tsunami di persone" è arrivato in Europa (ma qualcuno ha notato che vengono dalla Tunisia e non dalla Libia?!), ma ormai da molto tempo l'Europa è stata erosa dal dentro per accogliere l'Islam. Chi pensa a cambiamenti storici epocali come ad eventi "imperscrutabili", come frutto di "dinamiche impersonali" o è uno degli agenti che fa opera di camuffamento o è un patetico cretino. Non esistono cambiamenti storici di questa portata senza agenti concreti che li inneschino. 
Un paio di giorni fa conversavo con una coppia conosciuta per caso su Guénon. Ho tradotto questo interessante articolo di Olavo.

Influenze discrete
Olavo de Carvalho
Jornal do Brasil, 8 de maio de 2008
(originale portoghese qui)

 
Quando il pittore e poeta svizzero Frithjof Schuon (1907-1998) tornò dall’Oriente negli anni ’40, trasfigurato in maestro supremo di una delle più influenti organizzazioni esoteriche musulmane e annunciando che avrebbe islamizzato l’Europa, dette la netta sensazione che stava completamente matto. Oggi conviene esaminare con umiltà le sue parole e il corso delle sue azioni, la cui efficienza soggiogante contrasta con la totale discrezione con la quale furono messe in opera.

Fin dall’inizio, la creazione della tariqa (loggia iniziatica islamica) di Schuon in Losanna fu salutata dallo scrittore esoterico René Guénon (1886-1951) come l’unico risultato promettente ottenuto dai suoi sforzi di quattro decenni. Questo mostra chiaramente il senso di questi sforzi e, malgrado la rottura successiva tra Guénon e Schuon, evidenzia la perfetta continuità della opera di questi due esoteristi, i discepoli dei quali oggigiorno preferiscono odiarsi mutuamente invece di celebrare la vittoria comune ottenuta su un’Europa spiritualmente indebolita.

Negli anni ’20, Guénon, autore di analisi magistrali sulla decadenza dell’Occidente europeo, aveva concluso che c’erano solo tre cammini che si offrivano alla civiltà: la caduta nella barbarie, la restaurazione della Chiesa cattolica o la islamizzazione. Quando pronunciò quelle parole su Frithjof Schuon, egli aveva già desistito dalla seconda alternativa. Il fiasco del Concilio Vaticano II, le cui apparenze i Papi ancora tentano invano di salvare, provano che la sua diagnosi, in linee generali, era corretto.
L’Europa radicalmente scristianizzata è oggi il palco di una concorrenza aperta tra la barbarie e l’islamismo. Non c’è una terza via, apparentemente (“civiltà laica” è una barzelletta). La possibilità di un recupero della opzione cristiana dipende interamente dall’influenza americana o dalla dedicazione ammirevole di padri e pastori orientali e africani che, in un giro paradossale della Storia, tornano per ricatechizzare il popolo che li fece cristiani.

L’azione di personaggi come Guénon e Schuon resta non percepita dai mass-media, dagli analisti politici e dagli “intellettuali” in generale, che hanno gli occhi fissati ipnoticamente nella vistosa superficie degli avvenimenti. Ma senza di essa la “occupazione da di dentro” per mezzo della immigrazione sarebbe restata innocua, per mancanza delle condizioni culturali che hanno disarmato la élite intellettuale e politica europea. Guénon e Schuon hanno contribuito molto per crearle, soggiogando gli strati più alti e circospetti di questa élite verso il culto della superiorità intellettuale dell’Oriente in tutte le aree decisive, escluso quelle delle scienze naturali e della tecnologia.

Guénon firmava i suoi primi articoli con lo pseudonimo Sphynx (Sfinge), denotando che i suoi lettori non avevano scelta se non quella di approfittare intelligentemente delle sue lezioni o di lasciarsi dominare da esse senza intederle. In un solo paese europeo queste lezioni furono meditate con serietà da pensatori indipendenti: la Romania. Quando ho abitato a Bucaresti, non ho trovato là un solo intellettuale eminente che non avesse una comprensione profonda e critica dell’opera di Guénon.
Nel resto di Europa, quello che si vide fu l’alternanza tra il rifiuto senza comprensione e la devota sottomissione, che includeva un significativo numero di conversioni segrete all’Islam e il reclutamento di molti intellettuali e leaders − e tra i quali il futuro re di Inghilterra − nello schema di protezione statale all’espansionismo islamico. Non è per coincidenza che la Romania è uno dei rari paesi europei nei quali la penetrazione musulmana è irrisoria.

Per avere una idea della forza della sottile influenza di Guénon e Schuon, basta sapere que quest’ultimo interferì direttamente nello scatenarsi della crisi tra mons. Lefèvre e il Vaticano, nel 1976, e fino ad oggi gli storici cattolici − siano essi progressisti o conservatori − non si sono resi minimamente conto di questo.

So che ho scritto questo articolo per pochi lettori e che, di questi, alcuni di quelli che possono più o meno comprenderlo certamente lo detesteranno. Ma ci sono cose che si devono dire solo perché, in futuro, non si possa essere accusati di aver dato una testimonianza in ritardo. 

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