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Questo post mi ha fatto venire in mente alcuni passi di un recente articolo di Olavo de Carvalho.


tratto da :
"E' proibito percepire",
di Olavo de Carvalho.
(originale in portoghese)

 

"[…] Ho letto l’altro giorno uno studio sui problemi del botulino, che, bloccando il gioco naturale dei muscoli facciali, distrugge l’espressione emozionale spontanea e confonde la lettura immediata dei segnali sulla quale si base ogni convivenza umana. Più che il botulino, però, questo effetto lo ottengono le imposizioni legali e morali di uno Stato psicologicamente prepotente e invadente, che in nome dei diritti umani estingue il diritto alle reazioni naturali.
 
Se per legge è proibiti distinguere, nel parlare e nel comportamento, tra una donna e un uomo vestito da donna, o tra la voce femminile e la sua imitazione maschile, se la semplice associazione del colore nero con la paura della notte è una allusione razzista, se il semplice fatto di indicare una specie animale per mezzo del suo rappresentante maschio è un atto di repressione machista, tutte le altre distinzioni spontanee, naturali, autoevidenti, radicate nel fondo del subcosciente umano dalla natura delle cose e da una esperienza arcimillenaria, diventano automaticamente sospette e devono essere frenate fino ad avere una prova sufficiente che non stiano offendendo nessun codice, non offendano nessun gruppo di interesse, non urtino alcuna suscettibilità protetta dallo Stato.
 
Quante più condotte personali sono regolate dalla burocrazia legiferante, tanto più complessa e difficile diventa la percezione umana, fino a far sì che ogni intuizione istantanea si veda paralizzata da una scrupolosità morbosa e stupidificante, e la paura delle convezioni arbitrarie sopprima, insieme alle reazioni spontanee, qualsiasi sentimento genuino. […]
 
La disgrazia, però, è ancora più profonda. Poco a poco, il codice delle inibizioni fabbricato da gruppi di pressione viene elevato alla condizione di unico sistema morale vigente, e nessuno sembra rendersi conto del fatto che il livello di corruzione ha qualcosa a che vedere con la moralità comune.
Nella misura in cui le coscienze si addormentano, le aspirazioni morali perdono qualsiasi legame con la realtà e si irrigidiscono in un rituale meccanico di pose e mimiche facciali senza senso.[…]
 
In uno Stato per il quale le fantasie sessuali sono più sante, più degne di protezione dei diritti della coscienza religiosa e dei principi della morale popolare, ogni combattimento ufficiale alla corruzione non sarà mai altro che una farsa…

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