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L’apoteosi della prepotenza mentale

Olavo de Carvalho

Diário do Comércio, 1 de setembro de 2011 

    "Proprio come avevo previsto alcuni anni fa − e venendo per questo chiamato di paranoico per la millesima volta − la American Psychiatric Association, rispondendo alla rumorosa esigenza di gruppi di pressione, sta già studiando seriamente la possibilità di eliminare la pedofilia dalla sua lista di malattie mentali, come già fece nel 1973 con l’omosessualità.

Normalizzata e legittimata dalla scienza, questa condotta sessuale particolarmente abietta finirà per essere protetta dalla legge: chiunque oserà alzare la voce contro di essa sarà accusato di “incitamento all’odio”, esattamente come oggi accade con coloro che, senza neppure bisogno che arrivino a condannare la pratica omosessuale in sé, dicano qualcosa contro il movimento gay. Il professore che abbia relazioni sessuali con un alunno di otto, dieci o dodici anni a scuola sarà garantito dallo Stato, e i padri che si ribellassero contro questa brutalità dovranno coltivare la loro rivolta in segreto, senza commentarla nemmeno con i vicini, per paura di essere denunciati alla polizia.

Al contempo, la amministrazione Obama, gentilmente assecondata dai grandi mezzi di informazione, fa quello che può per impedire che i militanti di Al-Qaeda, di Hamas e di entità simili vengano chiamati di “terroristi” e per incoraggiare, invece di questo, l’uso di tale termine come qualificativo adeguato per i membri del Tea Party e delle organizzazioni religiose conservatrici in generale.

Da vari decenni tutti gli attentati terroristici nel mondo sono commessi da musulmani radicali o da organizzazioni sinistriste, nessuno di questi è mai stato organizzato da un qualsiasi gruppo di conservatori o di critisni (il tentativo di etichettare così il norvegese Anders Breivik si è rivelata una farsa grottesca). Al contrario, dappertutto i cristiani sono vittime di una politica di sterminio che li elimina sulla basa di centomila per decennio, ma questo non importa nulla.  “Terrorista”, secondo la élite obamista, non è chi ammazza persone a manciate: è chi vota o parla contro Barack Hussein Obama, contro l’aborto o contro l’eccesso della spesa pubblica.

In Egitto, uno dei leaders portato al potere con l’aiuto del governo Obama sta già predicando apertamente l’uccisione generalizzata di cristiani, ma in questo non c’è alcun segnale di una politica di terrorismo: terrorismo è invece suggerire, anche solo per ipotesi, che l’attuale presidente americano si è fatto eleggere con documenti falsi o che abbia interessi in comune con i nemici del suo proprio paese.

In pochi anni, l’opinione pubblica si sarà abituata ai nuovi significati della parola, al punto di non riuscire più a concepire un attacco terrorista che non sia sottoforma di predicazione biblica con accento Redneck.

Per maggior gloria della riforma semantica, il capo della Homeland Security, Janet Napolitano, ha recentemente divulgato la nuova descrizione ufficiale del tipico terrorista. Qual è la razza del soggetto? “Caucasian”. È il bianco di origine europea. Infatti, chi è che non lo sa? Le formazioni di Hamas e di Al-Qaeda sono composte soprattutto da biondi di occhi azzurri. Solo un maledetto razzista oserebbe pensare il contrario. La satirica sfida di Groucho Marx – “in fin dei conti, credi a me o ai tuoi propri occhi?” − è diventata politica ufficiale.
Sarà ancora possibile continuare a non vedere dietro a questa confluenza di iniziative una strategia generale di mutazione psicologica delle masse, la più ambiziosa, prepotente e folle di tutti i tempi?"

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