Tag

, ,

Una delle lezioni che più mi hanno marcato negli insegnamenti di Olavo de Carvalho è il suo continuo insistere nell’importanza fondamentale dell’apprendere la distinzione tra il discorso dell’osservatore interessato a capire un dibattito o un problema politico e quello degli agenti coinvolti. L’esempio più chiaro è quello della stampa. I giornali oggi non sono meri osservatori, che forniscono informazioni e con i commenti cercano di aiutare il lettore a capire quello che accade; sono pienamente agenti di trasformazione, i loro articoli formano, agiscono, inducono, creano comportamenti ed opinioni.
Questa distinzione mi è stata assai utile anche per un’altra questione, che da sempre mi ha interrogato: il crollo di vocazioni sacerdotali dopo il Vaticano II. Le spiegazioni che vengono date sono sociologiche, teologiche: tante, spesso una in contraddizione con l’altra. Alcune sono ingenue, altre fantasiose, altre scambiano la situazione di fatto con la causa; altre non solo non indicano la soluzione della questione, bensì sono piena parte del problema. Ma nessuna prende in considerazione un elemento che invece è fondamentale: questa crisi non è dovuta al “destino”, non è dovuta a un cambiamento di un imponderabile e impersonale “fato” o “percorso della Storia”. È stata deliberatamente provocata.

Tra chi nega questo fatto lampante e più che provato troviamo coloro che solo si informano dai giornali e “mai ne hanno sentito parlare, quindi non è vero”, coloro che “io non la penso così quindi non è vero”, coloro che “non ho approfondito la questione, ma non è vero”; coloro per i quali “è teoria del complotto, non è vero”: questi sono i soliti UI (utili idioti). Ma ci sono anche quelli che lavorano di proposito per minare da dentro le strutture ecclesiali.

Il documentato libro che sto leggendo, Goodbye Good Men è assai istruttivo. Credo che valga proprio la pena conoscerlo, anche per comprendere qualcosa di più circa l’ondata di fango che si è abbattuta e si sta abbattendo sulla Chiesa circa la questione degli abusi.
 
 
Una citazione dal primo capitolo del libro, «A Man-Made crisis»:
 
«Mi sembra che la “crisi” di vocazioni sia stata lanciata da persone che vogliono cambiare il programma della Chiesa, da persone che non sopportano candidati ortodossi, leali all’insegnamento del magistero del Papa e dei Vescovi, e da persone che in realtà lavorano per scoraggiare candidati adatti che cercano il sacerdozio e la vita religiosa così come la Chiesa intenderebbe questi ministeri. Sono personalmente a conoscenza di certi responsabili ed equipes vocazionali, di certe commissioni per la valutazione dei candidati al sacerdozio, che scartano candidati che non appoggiano la possibilità di ordinare donne o che difendono l’insegnamento della Chiesa circa il controllo artificiale delle nascite, o che mostrano un forte devozione a certe pratiche di pietà come il Rosario»

(Mons. E. Curtiss, Arcivescovo di Omaha, Nebraska; p. 2s.)

Annunci