«Dopo l’ultimo concilio molti sembrano convinti che la chiesa cattolica abbia cessato di presentarsi in possesso della verità, come se si fosse trasformata in una chiesa che è alla ricerca di questa verità. “Io non sono cattolico − mi diceva un collega − Nella mia incertezza avevo però, per darmi un sostegno, l’esempio della vostra chiesa. Questa era un faro, che proiettava la sua luce nelle mie tenebre. Questa luce era per me insopportabile, ma era una luce. E aveva il carattere di tutte le luci: quello della sicurezza. Quando mi capita di sentire i rappresentanti della vostra chiesa, ho spesso l’impressione che non si trovino più in uno stato di possesso, ma in uno stato di ricerca. Quando la chiesa romana illuminava la propria storia, si presentava come un vascello, scosso dalle tempeste, fluttuante ma stabile. Questo vascello era stato abbandonato da coloro che la chiesa chiamava “eretici”, scismatici, infedeli, miscredenti. Non sembra però che tutto ciò fosse particolarmente importante: Dio era dalla sua parte. Ed era questa continuità nelle crisi che costituiva per la vostra chiesa la prova di un’assistenza divina, tanto più improbabile quanto più a lungo aveva avuto modo di esprimersi»

Jean Guitton, Silenzio sull’essenziale. Riflessioni di un pensatore cristiano, Milano 1991 (orig. 1987).72-3.

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