Ancora una trascrizione tratta da un intervento di Olavo de Carvalho

Gli “intellettuali” sono costituiti da persone fragili, sempre è stato così. Sono persone che spesso non hanno una collocazione nella società, molte ambizioni e pochi mezzi per realizzarle. Così essi portano in sé un grande risentimento; guardano il mondo e vedono ciò che a loro pare essere la vittoria dei cattivi, che spesso nemmeno sono così cattivi come essi immaginano.

Di fronte a questo, vedendo il potere del male nel mondo essi ne restano impressionati. Impressionarsi davanti a un potere è già una forma di rendergli culto, è già cadere sotto il suo dominio. E così il soggetto inizia a entrare nella dialettica del male: legge Machiavelli, legge Nietzsche, etc., tentando di elaborare la sua rivolta, senza percepire che con questo egli stesso finisce per trasformarsi in uno strumento del demonio. Infatti, quanto più è arrabbiato contro il male del mondo, quanto più male egli farà, è la cosa più ovvia! L’essere umano non è nato per correggere il mondo. La sfera d’azione dell’uomo è molto limitata. Oggi tutti hanno l’ambizione di creare un mondo migliore […]. È questa ambizione di creare un mondo migliore che fa entrare questa gente in una lotta di potere, perché se vuoi cambiare il mondo devi avere il potere di modificarlo. Migliorare il mondo parte dal capitolo II. Il capitolo I prevede di conquistare il potere. Persone così si creano un ossessione di conquistare il potere, si corrompono fino al fondo dell’anima ed essi stessi si trasformano nei più grandi propagatori del male.

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