“Allegoria della Provvidenza”, Ludovico Carracci- Roma Musei Capitolini

Una storia vera.

Il Signore mi ha donato molte amiche claustrali. Anche qua in Brasile. Durante la visita a una di esse, in un piccolo delizioso posto di questo immenso Minas Gerais, ho notato che il loro monastero aveva il muro di cinta in condizioni disperate. La mia amica mi spiega che il muro è in certi punti pericolante e che le autorità le hanno ingiunto di ripararlo, in quanto il monastero si trova adesso all’interno di un quartiere abitato. Il problema, mi diceva, è che riparare quel muro costa circa 130.000 euro.

Capisco. Loro vivono di Provvidenza. Un salario minimo adesso in Brasile è di circa 400 euro. Queste monache non hanno dei lavori per sostenersi, non hanno nemmeno un’assicurazione sanitaria. Spesso quando torno in Italia, io lascio loro quasi tutto il mio stipendio ricevuto per i miei corsi qua, che so permetterà loro di pagare qualche conto del mese successivo.

Ma 130.000 euro…

Alcune settimane fa, da dentro un vecchio armadio, grazie a una suora che stava rimettendo a posto, spunta fuori un quadro. Cinquanta anni prima, una sua consorella che dipingeva aveva chiesto a una signora un volto per potersi esercitare. La signora le aveva prestato un quadro rappresentante una sua figlia deceduta bambina, dipinto eseguito da un oscuro pittore. Il tempo passa, la vita va avanti, la signora non richiede il quadro. La suora invecchia, il quadro è appoggiato da qualche parte, finisce in un armadio, le onde della memoria si richiudono sopra. La suora che rimette a posto è molto più giovane del quadro, non lo aveva mai visto. Lo prende in mano, lo osserva, lo gira e legge la firma. Ha un sussulto: è una monaca, è semplice, è povera ma non è stupida. Quella firma è di …

Grazie a Dio questo monastero ha molti amici. Uno di questi porta il quadro a stimare. E’ autentico, è proprio un …. Valore stimato, a occhio e croce, 70.000 euro. Poiché era sconosciuto e visto il soggetto, in un’asta, dice l’esperto, potrebbe arrivare tranquillamente a … 130.000 euro.

Le monache sono sbalordite.

Nella mia ultima visita le vedo eccitate ma anche preoccupate. Infatti, il quadro ha ancora un proprietario: il figlio della suddetta signora è vivo, è un professionista noto, ormai in pensione, molto benestante. A una prima telefonata aveva detto che il quadro non lo interessava. Ma quando la suora, onestamente, gli aveva detto il nome del pittore, il medico aveva aggiunto: “mah, fatelo pure valutare e vediamo. Poi ne parleremo”. Io tentavo di suggerire: “Ma dopo cinquanta anni, chissà… magari è scattato un usucapione…”. Ma le suore erano irremovibili: no, non useremo mai una cosa del genere. Il quadro è suo e se lo vorrà indietro, indietro tornerà.

Io pensavo: “Figuriamoci, un … , restato sconosciuto per mezzo secolo, di un valore incredibile anche per un uomo ricco e per di più rappresentante una sua sorella morta da piccola… Il proprietario non lo cederà mai. Che peccato…”

Ieri queste suore mi hanno fatto pervenire un messaggio: “Il proprietario è venuto a vedere il quadro. Ci ha detto «Sorelle, il quadro è vostro»”.

Ecco, mi sono commosso.

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