Chi comanda nel mondo?

Olavo de Carvalho
Diário do Comércio, 7 de novembro de 2012

(originale in portoghese)

(I link e i grassetti sono miei, NdT]

          Nelle mie letture giovanili, più di quattro decenni fa, poche domande mi impressionarono quanto quella che  dà il titolo alla seconda parte di La Rebelión de las Masas, di José Ortega y Gasset: “Quién manda en el mundo?

Il filosofo non la formulava in senso metafisico, per il quale si potrebbe rispondere con qualcosa del tipo “Dio”, “il caso”, “la fatalità”, ma in senso geo-politico, e arrivava alla conclusione che era un peccato che l’Europa avesse perso il proprio posto di leader, lasciando il posoto alla Russia e agli USA.

La risposta potrebbe sembrare dislocata rispetto alla domanda. Stati, nazioni, governi e continenti non comandano. Chi comanda sono gli individui e i gruppi che li controllano. Prima della geo-politica viene la politica tout court.  E qui tutto si complica in modo formidabile. È facile rendersi conto quali Stati o paesi predominano sugli altri. Ma scoprire chi davvero comanda in uno Stato o in un paese − e attraverso di questi comanda sugli altri − è una sfida intellettuale molto più temibile di quello che possa immaginare l’usuale analista politico.

Il verbo “comandare” [in portoghese “mandar”, NdT] viene dal latino manus dare [in italiano ha preso il cum com significato intensivo, NdT]: chi comanda affida i suoi mezzi d’azione (la sua “mano”) perché altri realizzino qualcosa che egli ha pensato. Un governante dà ordini ai auoi subordinati, ma, esaminando bene, si vedrà che solo rarissimi governanti, nella Storia − un Napoleone, uno Stalin, un Reagan − furono essi stessi i creatori delle idee che poi realizzarono. I primi teorici dello Stato moderno centrarono il bersaglio quando inventarono l’espressione “potere esecutivo”: in genere l’uomo di governo è l’esecutore di idee che egli non ha concepito e che nemmeno avrebbe avuto la capacità − o il tempo − di concepire. E coloro che concepirono quelle idee sono gli stessi che gli hanno dato i mezzi per arrivare al governo con l’obiettivo di realizzarle.

Applicando questa domanda al caso specifico degli USA, il sociologo Charles Wright Mills, uno dei mentori della New Left, pubblicò nel 1956 il libro che sarebbe diventato un classico: The Power Elite, “La élite del potere”. La risposta che trovò prendeva la forma di una trama complicatissima di gruppi, famiglie, imprese, servizi segreti ufficiali ed extra-ufficiali, sette, clubs, chiese e circoli di relazioni personali sia ostensivi che più discreti, compresi amanti e call girls.  La classe politica, che culminava nella persona del governante nominale, appariva come la schiuma in superficie di acque scure. Mills stava, ovviamente, sulla strada giusta. Ma egli morì nel 1962 e non ebbe occasione di assistere al fenomeno che egli stesso contribuì a produrre: la New Left diventò essa stessa la élite del potere e perse ogni interesse per la “trasparenza”. Al contrario: divenne eccellente nella opacità, al punto di mettere un completo sconosciuto alla presidenza del paese più potente del mondo e circondarlo di un muro di protezione che blocca ogni tentativo di scoprire chi egli sia, quello che ha fatto, con chi va e che interessi rappresenta. Per avere una idea di cosa stia facendo l’élite al potere negli USA, si deve cercare nella punta opposta dello schieramento ideologico: i conservatori sono gli attuali eredi della tradizione di studi inaugurata daWright Mills.

È grazie ad essi che oggi l’élite globalista fabiana, nucleo vivo del potere che sta dietro praticamente a tutti i governi dell’Occidente, è diventata visibile nella sua composizione e nei dettagli del suo modus operandi al punto di rasentare quasi l’oscenità, facendo diventare involontariamente comica l’insistenza di alcuni nel chiamarla “potere segreto”. Basta cliccare su Google le espressioni “Council on Foreign Relations”, “Bilderberg”, “Trilateral” e simili, , e si avranno più informazioni di quante i nostri neuroni potrebbero processare per i prossimi dieci anni − informazioni il cui livello di credibilità varia dalla prova scientifica alla invenzione più completa.

In compenso, si sa poco o nulla delle fonti profonde del potere in Russia, in Cina e nei paesi islamici. Anche le descrizioni che abbiamo della classe dirigente visibile in queste regioni del globo sono schematiche e superficiali, senza alcun paragone possibile con il meticoloso Who’s Who della élite occidentale. Questo è facilmente spiegabile con la differenza tra l’accesso alle fonti di informazioni. Una cosa è fare ricerca in archivi e biblioteche occidentali, sotto la protezioni delle leggi e delle istituzioni democratiche, potendo perfino, negli USA, forare la barriera della cattiva volontà ufficiale per mezzo del Freedom of Information Act. Tutt’altro discorso è tentare di indovinare quello che succede dietro le muraglie impenetrabili dell’establishment russo-cinese.

Né il KGB né i servizi segreti della Cina hanno mai permesso un accesso a ricercatori indipendenti. Perfino gli archivi del Partito Comunista dell’URSS si sono di nuovo chiusi dopo un breve periodo di tolleranza, motivato non per qualche improvviso amore alla libertà, ma nella convinzione illusoria, subito smentita, che i ricercatori occidentali fossero nella loro maggioranza in simpatica con il regime sovietico.

Nel mondo islamico, sotto la classe dirigente e l’intricata trama dei gruppi terroristici si estende una rete innumerevole di organizzazioni esoteriche, alcune millenarie, il cui potere di influenza è enormemente differenziato da paese a paese e da epoca a epoca. Queste organizzazioni, che costituiscono il nucleo spirituale dell’Islam, la garanzia profonda della sua unità come civiltà e, a lungo termine, la condizione di possibilità dell’espansione islamica a livello mondiale, continuano perfettamente sconosciute dagli analisti politici occidentali, sia giornalisti che perfino accademici.

La differenza di visibilità tra i grandi schemi globalisti in disputa è fonte di errori catastrofici nella descrizione del conflitto di potere nel mondo. In prossimi articoli spiegherò alcuni di questi errori.

Annunci