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L’articolo di Olavo che ho postato ieri contiene una indicazione essenziale per comprendere l’agire della mente rivoluzionaria e il perché fino ad ora ha potuto vincere praticamente sempre. E’ il suo funzionamento dialettico. Perché noi persone normali ci sentiamo bloccati, spesso incapaci non dico di agire ma perfino di comprendere le manovre rivoluzionarie? Perché pensiamo con logica lineare, pensiamo in termini di coerenza di dottrina e di azione come sviluppo conseguente di determinate premesse.

I rivoluzionari no. Poiché non hanno alcun giudice se non un futuro ipotetico che nemmeno loro sanno cosa sia, in pratica non hanno alcuna istanza davanti alla quale rendere conto del loro operato: non Dio, non la loro coscienza, non un chiaro obiettivo davanti al quale verificare, durante il cammino, se ci sono deviazioni, scarti o se si procede rettamente. Il loro agire è il processo dialettico stesso. Per questo possono essere bianchi oggi anche se fino a ieri erano neri. Non è ipocrisia: non la sentono affatto la contraddizione. E’ il processo, onnivoro, che divora tutto alimentandosi, tra l’altro, della propria sua contraddizione. Ieri il PCI criticava fortemente Togliatti per la “storia” con la Iotti, il giorno dopo era un alfiere del divorzio. Ieri espelleva dal partito Pasolini perché omosessuale, oggi i loro figli sono gli alfieri del gaysmo e così via.

Ed ecco il secondo aspetto del movimento rivoluzionario che fatichiamo a comprendere: il loro giocare su tutti i tavoli, il loro uscire vincitori comunque, grazie alla distinzione tra obiettivo dichiarato e obiettivo effettivo. Poiché il secondo è la disarticolazione dell’ordine (nel profondo senso di Voegelin), il primo può essere qualsiasi, anche (e meglio) se contraddittorio.

Queste riflessioni mi sono venute in mente quando ho letto oggi questo. Il Giornale lo mostra a scapito di Monti. Ma nel Giornale c’è da moltissimo tempo un’azione gaysta (nei titoli, nella scelta delle notizie, nel rilancio di esse etc.) chiarissima. Lo stesso Berlusconi ha detto che se ci sarà una maggioranza possibile farà quel passo che molti dei suoi elettori non vorrebbero proprio. Quindi Bersani&Vendola, Berlusconi e Monti: in tutti gli schieramenti in gioco abbiamo la presenza della stessa  idea rivoluzionaria di cambiare l’antropologia umana.

La mente normale, non psicopatica come quella rivoluzionaria (dico psicopatica non nel senso banale di insulto, ma seguendo Olavo nel senso vero diagnostico), direbbe: “Il Gaysmo è una ideologia rivoluzionaria che appartiene agli estremisti di sinistra, come può stare anche al centro e a destra??”. Il gaysmo, come epifenomeno del movimento rivoluzionario se ne frega altamente della coerenza ideologica: NON PER STRATEGIA, attenzione! Semplicemente ragiona in un altro modo. Proprio perché il suo obiettivo effettivo è la disarticolazione dell’ordine, può giocare contemporaneamente su più tavoli: perché il suo obiettivo nominale non conta affatto. L’errore della mente normale è quello di leggere il movimento rivoluzionario secondo le normali categorie.

Il primo passo necessario per contrastare il movimento rivoluzionario è quello di capire che la loro logica non è la nostra logica.

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