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Della grande manifestazione di ieri, i giornali non poteFireShot Screen Capture #007 - 'Corriere della Sera' - www_corriere_it_index_shtml_refresh_cendo nasconderne il successo di numeri, hanno dato rilievo quasi assoluto, nei titoli, agli scontri, enfatizzando l’occupazione della sede del partito socialista, gli arresti. Magia: il fatto in sé scompare nella percezione del lettore. Nessuna attenzione resta sulla estensione dell’opposizione a una legge che non nasce da una necessità ma da un progetto ben preciso di scardinare la realtà. La manifestazione? Un accozzaglia di violenti. Quindi le idee stesse della manifistazione sono violente.

FireShot Screen Capture #008 - 'Corriere della Sera' - www_corriere_it

Nel frattempo, casualmente, vince a Cannes un film specifico, con un tema, guarda caso, sul quale ci stanno martellando ossessivamente. Notare il titolo: vince il film? No, l’amore tra due donne. Chi si oppone al progetto si oppone all’amore, etc etc. 

Altra magia: il soldato inglese ucciso per strada. Le prime notizie dicevano “sembrano”, “sedicenti” islamisti…nonostante i video fatti dagli stessi assassini grondanti del sangue del povero soldato, che solo a cervelli ottenebrati dalla paura o distaccati psicoticamente dalla realtà potevano ancora lasciare dubbi. Poi finalmente il sollievo: cristiani nigeriani convertiti all’islam. Altra magia: la colpa, tanto per cambiare, viene abilmente spostata, è dei cristiani un’altra volta. Per questo mi pare molto interessante questo articolo di Olavo.

Notizie in ritardo

Olavo de Carvalho, Diário do Comércio, 16 de maio de 2013

Alcuni mesi fa ho fatto una citazione in questa colonna dal libro cinese dei Trentasei stratagemmi, che mi permetto di ripetere : “Qualsiasi fenomeno all’inizio è un germe, poi finisce per diventare una realtà che tutti possono constatare. Il saggio pensa a lunga scadenza. Ecco perché presta molta attenzione ai germi. La maggioranza degli uomini ha una vista corta. Aspetta che il problema diventi evidente, e solo allora lo attacca.”

Sì, la visione della maggioranza è naturalmente corta, ma oggigiorno esistono strumenti raffinati ed efficientissimi per renderla ancora più corta. Il principale di questi è, senza alcun dubbio, l’autorità dei grandi mezzi di informazione. Se ti aspetti che i fatti esplodano nei titoli dei giornali o siano mostrati nel telegiornale delle 20, sappi che questo succederà soltanto quando saranno cresciuti fino a dimensioni catastrofiche, e quando ormai non si potrà più far nulla per sfuggire alle loro conseguenze. Purtroppo, lasciare sotto sospetto qualsiasi informazione fino a che non appaia sul New York Times o alla CNN è considerato, nei circoli benpensanti, una prova di realismo e di maturità, quasi un obbligo morale. Il risultato è invariabilmente patetico: sono passati pochi giorni appena da quando quello rispettabilissime istituzioni hanno dato notizia per la prima volta lo scandalo di Bengasi, del quale gli osservatori attenti già sapevano da vari mesi: la segretaria di Stato Hillary Clinton bloccò qualsiasi azione militare in difesa dei funzionari americani dell’Ambasciata in Libia attaccata da terroristi il giorno 11 settembre 2012, e dopo ritoccò i rapporti del servizio segreto per negare che vi fosse stata una qualsiasi operazione terrorista e gettare ogni colpa su un ridicolo filmino di youtube.

I grandi giornali e canali televisivi d’America hanno anche dato notizia questa settimana della condanna del medico Kermit Gosnell all’ergastolo, per aver ucciso bambini che erano restati vivi dopo operazioni d’aborto. Hanno dipinto il medico con i colori ripugnanti che si merita, ma hanno enfatizzato a tal punto la bruttura del personaggio che hanno finito per lasciare nel lettore l’impressione che di si trattava di un caso eccezionale, di un’anomalia isolata. Però, chi invece scavi appena appena la superficie della notizia scoprirà non solo che crimini dello stesso tipo sono pratica comune in molte cliniche di aborto, ma che la Planned Parenthood, la più potente lobby abortista degli USA, li difende e li insegna, in modo discreto ma non in segreto, come procedimenti normali e perfino etici. (cfr. qui). Quanti Kermits Gosnells si sono così beneficiati della felice circostanza che uno solo ha pagato per tutti, coprendo gli altri sotto la protezione del notiziario deformato?

Mutatis mutandis, ancora fino a oggi i grandi mezzi di informazione americani non hanno pensato di investigare per quale cavolo di motivo il governo Obama abbia autorizzato, senza ragione plausibile e contro le più ovvie precauzioni di sicurezza, che la divulgazione dei nomi dei soldato che parteciparono alla caccia a Bin Laden, facilitando così il fatto che venissero localizzati e assassinati, e dopo ha perfino montato un cinico simulacro di omaggio postumo, proibendo che il nome di Nostro Signore Gesù Cristo venisse menzionato nella orazione funebre e incaricando di tenerla un religioso musulmano − sì, proprio un musulmano − che si è bellamente incaricato di sputare sulla memoria degli eroi, chiamandoli, a voce alta e chiara, di infedeli ad Allah. In modo significativo, nella stessa settimana il Pentagono ha annunziato, con aria come di chi non stesse dicendo nulla di strano, che qualsiasi soldato che apra bocca per parlare di religione cristiana in una installazione militare potrà essere sottomesso a corte marziale.

È vero che, quasi al contempo, tutti i mass-media eleganti hanno informato onestamente il pubblico che, durante la campagna elettorale del 2012 il governo ha usato la Internal Revenue [l’Agenzia delle entrate, NdT] per investigare, far pressione e intimidire le organizzazioni conservatrice, specialmente quelle legate al Tea Party. Testimonianze di persone che avevano sofferto questo tipo di pressione circolavano già in Internet da molto tempo, senza che nessuno nelle alte sfere giornalistiche si ricordasse di mandare un reporter per intervistarle e fare un po’ di luce sul caso. Perché allora, all’improvviso, e solo adesso, l’episodio è diventato degno di prime pagine dei giornali? È stato solo perché il governo stesso, temendo investigazioni e uno scandalo ancora maggiore, si è incaricato di confessare il delitto, nella speranza che le vittime si accontentassero di una richiesta di scuse e lasciassero perdere la cosa (cosa che non è avvenuta). Il cervello della massa lettrice e telespettatrice può essere letargico dalla nascita quanto si vuole, ma certamente diventerebbe un poco più sveglio se l’intero apparato dei mass-media moderni non si fosse incaricato di mantenerlo sotto anestesia fino al momento di svegliarlo solo nel momento in cui non sembri che la cosa possa implicare rischi più seri per i coccolini della élite giornalistica.

In principio, e secondo la sua più alta vocazione, il giornalismo è il fratello minore della scienza storica. I loro metodi sono gli stessi – raccolta di documenti e testimonianze, interpretazione, confronto tra ipotesi e redazione delle conclusioni – , solo che praticati in scala diversa si tempo e di esigenza critica.

Ma, al di là del dovere nominale di informare, i mass-media hanno anche altre funzioni. Uno dei principi più basilari della scienza storica è che la divulgazione dei fatti produce nuovi fatti. Chi ha in mano il potere di divulgare non resisterà per molto tempo alla tentazione di controllare il tenore dei fatti divulgati per dirigere, per mezzo di questo strumento, la produzione di fatti successivi. La trasformazione generale dei grandi mass-media in strumento di controllo e di ingegneria sociale è, essa stessa, uno di questi fatto generatori, e certamente il più decisivo degli ultimi decenni.

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