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No, non c’entra nulla con la vistita del Papa a Lampedusa.

E’ che tempo fa avevo convinto un sacerdote religioso ad aprire un blog dove potesse raccontare qualcosa del suo ministero sacerdotale. Però, un po’ perché lui è discontinuo (e ha in effetti altre cose più importanti da fare), un po’ perché il blog che gli avevo aperto non ha mai ricevuto visite (oggi è impensabile essere letti se non associ i tuoi scritti a Facebook e vari altri social-cosi, come vedo anche io che su Facebook non ci sono e nun ce vojo annà) e lui si è stufato; fatto sta che quando pensavo di chiuderglielo mi è venuto di fargli un’altra proposta: perché non scrivi qualcosa qui sul mio? Creo un tag “padre malachia” e mi invii qualcosa quando ti va, ok?

Il nome di padre Malachia lo scegliemmo insieme: a me perché ricordava un famoso romanzo di Bruce Marshall, “Il miracolo di Padre Malachia”; lui lo accettò perché il suo lato “oscuro” è di un inguaribile ottimismo tragico, con tinte apocalittiche: e ovviamente pensava alle famose profezie…

Come inizio metto il link al suo blog: che quindi non ucciderò, lasciandolo così come lui lo ha lasciato.

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