Tag

,

1560609_10202763076301008_1600002675_n

Alla scuola quasi ventennale di Olavo, cerco di essere preciso quando uso certi termini.

Se voglio insultare qualcuno, essendo toscano, non mi mancano né il lessico, né la prontezza di lingua, né una certa corrosività che contraddistingue la mia regione.

Quindi, quando dico che mentalità rivoluzionaria è psicopatia, lo dico in senso diagnostico, non in un senso di generico insulto. Così quando, alla luce degli studi di Andrzej Łobaczewski, nel suo stupendo Political Ponerology: A Science on the Nature of Evil Adjusted for Political Purposes, si dice di questo o quello che è isterico o psicotico, lo si dice a ragion veduta.

Se una persona normale dice una cosa e una settimana dopo dice che non l’ha detta, o è un bugiardo o vuol fare uno scherzo.

Ma se a farlo è uno psicopatico, quello che sta facendo non è una mera bugia, non è uno scherzo: come diceva Olavo nell’articolo che ho postato qui, «Lo psicopatico… scrive per insinuare che tu non hai sentito ciò che hai sentito, non hai visto quello che hai visto».

Il tutto a distanza di soltanto una settimana.

Non è semplice faccia di bronzo. È il modo di agire di ogni rivoluzionario.

È psicopatia in senso stretto.

(Grazie all’Oste per la segnalazione; anche se l’Osteria è chiusa per adesso, l’Oste non dorme!)

Annunci