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Nei giorni a Fatima con padre Malachia, notavamo come sia molto presente in giro l’idea che il comunismo sia crollato grazie alla Madonna, e che questo dovrebbe essere il famoso “trionfo”. Ovviamente eravamo d’accordo nel pensare che non sia affatto così: il comunismo è vivo e vegeto, ha cambiato pelle, ha cambiato nome; ha fatto come certi personaggi dei film che, per sfuggire a qualche terribile cacciatore, inscenano la loro morte per poter agire indisturbati. Come dice sempre Olavo, “ha fatto finta di essere morto per saltare alla gola del becchino”. Sul piazzale siamo passati, allora, davanti a una bella statua di Giovanni Paolo II (altro che quella specie di Batman alla Stazione Termini a Roma…) e il discorso è caduto sul film Popiełuszko, di Rafal Wieczynski, del 2009 (non la ciofeca con quel tizio di Highlander…). Concordavamo sul fatto che era davvero un bel film, ricordavamo i tempi in cui uccisero padre Jerzy, di come per noi in occidente fosse diventato una figura ispiratrice, per noi allora giovani impegnati in parrocchia o in politica. Poi, non ricordo con quali connessioni, arrivammo a parlare del film Cristiada e di padre Miguel Pro, un gesuita fucilato dai massoni messicani.

In tutti questi film, una cosa che ci colpiva era l’accoglienza che la gente semplice, famiglie, faceva ai sacerdoti per nasconderli, per poter aver la celebrazione della messa. Ricordavo i racconti di alcuni sacerdoti ucraini, ascoltati tanti anni fa, che in clandestinità giravano nelle case per poter ascoltare le confessioni o celebrare di nascosto la messa. Come nell’Inghilterra del XVI-XVII secolo, come nel Messico degli anni ’20, come nell’URSS, nella Cina ancora oggi…

Poi di improvviso padre Malachia si gira e mi dice qualcosa come: “E tu saresti pronto a rischiare la tua vita per me, sacerdote? In una “ipotetica” persecuzione, per avere l’Eucaristia e il perdono dei peccati, tuoi e di altri, saresti disposto a rischiare per proteggermi e nascondermi? Sempre ci si chiede se esistano ancora dei preti disponibili a sacrificarsi e rischiare perché il popolo di Dio abbia l’Eucaristia, la confessione e la consolazione ministeriale: ma mai ci si chiede se esistano ancora dei laici disponibili a rischiare per un prete. Per un prete… per quell’essere schifoso che negli ultimi anni vi è stato descritto sempre e comunque come pedofilo, attaccato ai soldi, carrierista… Capisci Valeriano? Capisci perché la persecuzione antica che più andò vicino all’obiettivo fu quella di Valeriano? Perché si concentrò a colpire vescovi e preti, a confiscare i beni della Chiesa, lasciando “la gente” senza i pastori e senza il culto.

Moriresti per un sacerdote? Rischieresti tutto per un sacerdote?”

E la domanda si librava, dallo sguardo inginocchiato di Giovanni Paolo II verso la Cappellina delle Apparizioni e verso la Basilica, sfiorando le tombe di Francisco, della piccola Jacinta, di Ir. Lúcia.

(II- Continua)

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